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Bumba-meu-boi

Uno dei giochi più tradizionali in Brasile, il Bumba-meu boi è come un cocktail di teatro, danza, musica e circo. E' un casino totale, lo stesso nome non è uniforme e varia a seconda delle località: a Rio Grande do Sul si chiama boizinho, a Santa Caterina boi-de-mamao, negli stati del Nordest boi-de-reis. La probabile origine  risale al XVIII secolo, nel Nordest a seguito della introduzione del bestiame ad opera dei colonizzatori. Nelle fattorie, gli schiavi avevano mescolato le loro tradizioni africane con quelle europee della corrida spagnola e portoghese. Il risultato fu un evento che si basava sulle relazioni di potere e su una certa religiosità. Non ci misero subito i signorotti locali a proibire queste manifestazioni.
Tradizionalmente il bumba-meu-boi era organizzato nell'ambito della festa junina e, a seconda dei luoghi, anche durante il Natale ed il periodo del Carnevale. Il genere, musicalmente parlando, ingloba vari stili brasiliani, come l'aboio, le canzoni dei pastori, canti folkloristici  (suonati con strumenti tipici del paese, tanto percussioni che corde). Secondo alcuni studiosi, il termine "bumba" deriva dal suono del tamburo ma , secondo altri, deriva dalle esclamazioni dei pastori come:  "Vamos meu boi!", "Aguenta, meu boi".
Il bue, figura centrale, viene riprodotto in diversi modi, il più diffuso è un cilindro coperto con un telo decorato, grande abbastanza da far entrare un uomo dentro. La testa, solitamente, è realizzata con carta pesta o con il cranio dello stesso animale. Lo spettacolo che assume diverse sfumature da luogo a luogo, ha come trama comune quella della schiava Catirina che, gravida, chiede al marito Chico di uccidere il bue migliore della fattoria per mangiarne la lingua. Il marito accontenta subito la moglie e, successivamente, morto il bue, tenta di farlo resuscitare con l'aiuto di guaritori. Resuscitato il bue, tutto finisce con una festa. A seconda del tipo di bue, entrano in scena diversi personaggi come: Bastião, Arlequim, Pastorinha, Turtuqué, l'ingegnere, il medico, il padre, il diavolo, tutti quasi sempre interpretati da uomini vestiti da donne.
Soffocato dai mezzi di comunicazione, l'evento viene ancora mantenuto in vita dalle comunità più rurali che riescono a preservare le tradizioni. Nonostante ciò, è una festa molto popolare a Sao Luis de Maranho, dove si esibiscono molti gruppi - come Boi Madre Deus e Boi Maracana - che sfilano durante la festa junina. L'evento conta sempre lo stesso numero di presenze. Nei giorni 28, 29 e 30 di giugno, nella città di Paritins, quando il bue Caprichoco (di colore azzurro, fondando nel 1913 da Lindolfo Monteverde)e il Garantido (di color rosso, fondando nel 1914 da Josè Furtado Belem e Emilio Rodrigues Vieira) sfilano nel "bumbodromo" della città, il pubblico, tra indigeni e turisti, arriva a circa  50 mila persone.
Il bumbodromo

Portato in Amazzonia dai cercatori di caucciù dello stato di Maranhao nel XIX, l'evento diventò famoso come  boi-bumbà, ebbe le influenze indigene e andine e cominciò ad essere presente in tutta l'Amazzonia. 
La competizione tra Caprichoso e Garantido dal 1966 si perfezionò essendo addirittura paragonabile alle moderne sfilate delle scuole di samba di Rio. Il boi de Parintins si trasformò nella più famosa manifestazione flkloristica del Nord, patrocinata da industrie di bibite.
Grazie alla sfilata amazzonica, il boi lanciò nel 1966 il suo primo gruppo pop: l'ex gruppo di forrò Carrapicho che divenne famosissimo in Brasile ed in Francia (portato dall'attore Patrick Bruel) con la canzone Tic Tic Tac. Registrata da Fafà de Belem e dalla cantante axè Marcia Freire, la canzone Vermelho (composta da Chico da Silva) ebbe anche lei un grande successo, aprendo la strada ad artisti di Paritins come Arlindo Junior e David Assayag
I Carrapicho

Item Reviewed: Bumba-meu-boi Rating: 5 Reviewed By: Gianluigi D'Agostino