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Joao Gilberto

Questa biografia riassuntiva, scritta con tanta passione, è dedicata al mio querido amigo Sergio Brasil.

Biografia


Joao Gilberto Prado Pereira de Oliveira è nato a Juazeiro, nello stato di Bahia, il 10 giugno del 1931. E' un musicista brasiliano eccezionale, inventore della bossa nova e leggenda vivente. 
Sin da bambino, già dimostrava le proprie doti artistiche: era alle elementari quando scrisse i suoi due primi poemi Regina e Pingos Molhados, pubblicati posteriormente nel 1978 in un' edizione quasi artigianale a Juazeiro.
Joao è autodidatta, a 14 anni ebbe come regalo una chitarra e, a partire da quel giorno, non se ne separò mai. Il primo approccio con lo strumento musicale, lo ebbe da ragazzino: aveva un cugino di nome Dewilson e, con lui ed altri ragazzini che studiavano nel Colegio Bosco, si recava abitualmente a Petrolina in barca. Dagmar, uno di loro, suonava sempre una chitarra, mentre Dewilson cantava e gli altri si dedicavano alle percussioni e improvvisavano dei cori. Joao restava tutto il tempo rapito ad osservare. Un giorno, chiese la chitarra a Dagmar ed iniziò a suonarla. Un mese dopo già suonava meglio di lui.
Negli anni '40, il Mito passava le sue giornate a suonare, passeggiare e ascoltare Duke Ellington, Tommy Dorsey, Dorival Caymmi e Dalva de Oliveira. La città dove viveva, inoltre, disponeva dell'energia elettrica solo fino alle ore 22, fattore che Joao adorava, visto che è sempre stato affascinato dalla notte e dall'alba.  Durante le sue escursioni notturne, si concedeva sempre un brodo di mocotò - un piatto pesante, fatto con  gli zoccoli di bue - nel Cafè Papagaio a Juazeiro. A volte non mangiava niente, perchè si distraeva tra gli accordi della chitarra. Adorava suonare lo strumento ai margini della città, con l'amico Edesio Santos, osservando il fiume San Francisco.
Durante quel periodo, erano in voga i gruppi vocali come: Os Cariocas, Anjos do Inferno, Garotos da Lua, Quatro Ases e Um Curinga. Joao riuscì a far parte degli Enamorados da Lua, gruppo composto da tre integranti. Si esibivano nei cinema delle città vicine a Juazeiro, come Senhor do Bonfim e Jacobina. Il repertorio era basato sui pezzi trasmessi dalla Radio Nacional. Suonavano Ary Barroso, Dorival Caymmi, Geraldo Pereira.
La band durò circa 3 anni, precisamente, dai 15 ai 18 anni di Joao. Il Mestre si ispirava agli Os Cariocas ed era molto esigente per gli aspetti legati al suono.

Appena compiuti i 18 anni, il Mito decise di trasferirsi a Salvador con l'intenzione di lavorare come cantante e crooner. Nel 1950, si trasferì a Rio de Janeiro e iniziò a cantare nel gruppo Garotos da Lua, registrando alcuni successi. Poco dopo, fu cacciato dalla band per essere troppo indisciplinato. 
A partire da quel momento, la carriera di Joao cadde in bassa fortuna, visse come un vagabondo per 7 anni; lavorava di rado, dipendeva dagli amici e cadde in una depressione cronica. 
Nel 1955, Luiz Telles, leader del gruppo Quintandinha Serenaders, lo aiutò portandolo con sé a Porto Alegre, nel sud del Brasile. In questa provincia, Joao crebbe musicalmente. Successivamente, passò 8 mesi vivendo con sua sorella a Diamantina, in Minas Gerais. Durante questi mesi, si barricò in casa e passò il tempo suonando giorno e notte in un piccolo bagno (luogo scelto per l'acustica), forgiando un personale stile di voce e chitarra, conosciuto come bossa nova.
La prima canzone, intitolata Bim Bom, fu scritta da Gilberto osservando passare le lavandaie sulle rive del fiume San Francisco, dondolandosi per bilanciare i carichi di vestiti sulle proprie teste.
Il padre di Joao, sconvolto dal modo bizzarro e serio del figlio di definire il gironzolare un normale lavoro, lo ricoverò in un ospedale psichiatrico.
Durante una visita medica, mentre stava guardando al di là della finestra, esclamò: "Guarda il vento depilare gli alberi".
Lo psicologo rispose "Ma gli alberi non hanno peli, Joao"
Gilberto rispose "E ci sono persone che non hanno poesia".
Fu dimesso dopo una settimana e l'anno successivo, nel 1956, ritornò a Rio.
Il suo sforzo finalmente fu ricompensato dopo aver conosciuto Tom Jobim e un gruppo di studenti della classe media, anche loro musicisti; insieme lanciarono il movimento che venne conosciuto con il nome di bossa nova.
Tuttavia, la sua prima registrazione incisa in un album, fu una partecipazione come chitarrista nel disco di Elizeth Cardoso del 1958 intitolato Cançao do Amor Demais, contenente canzoni di Tom Jobim e Vinicius de Moraes. Poco dopo questo lancio, Joao Gilberto registrò il suo primo disco Checa de Saudade. La traccia titolo, composta da Tom e Vinicius e contenuta anche nell'album di Elizeth, fu un successo in Brasile, lanciando la carriera di Joao e, di conseguenza, tutto il movimento della bossa nova. Oltre a Chega de Saudade nel lato A, il disco aveva, nel lato B, la canzone Bim Bom. 
Questo disco fu seguito da altri due, nel 1960 e 1961, nei quali Joao esegue canzoni nuove di una nuova generazione di cantanti e compositori, come Carlos Lyra e Roberto Menescal.
Nel 1962, la bossa fu scoperta dai musicisti jazz del nord america, come Herbie Mann, Charlie Byrd e Stan Getz. 
Il trio Stan Getz, Joao Gilberto, Tom Jobim realizzò uno dei migliori album jazz di tutti i tempi: Getz/Gilberto. Astrud Gilberto - che all'epoca sposò Joao - grazie all'album divenne una stella internazionale; Garota de Ipanema, la composizione di Tom Jobim e Vinicius de Moraes, fu un successo mondiale e divenne un vero e proprio modello.
Joao continuò ad esibirsi in pubblico negli anni '60, tuttavia non registrò altri album fino al 1968, quando uscì Ela è Carioca
Il disco Joao Gilberto, chiamato anche "album bianco" della bossa nova, fu lanciato nel 1973 e presentava una sensibilità musicale quasi mistica, il primo cambiamento di stile del Mestre percettibile dopo 10 anni. Nel 1976, invece, uscì il disco The Best of Two Worlds, con la partecipazione di Stan Getz e della cantante Miucha, seconda moglie di Joao, sposata nell'aprile del 1965. Dal matrimonio nacque una figlia, la cantante Bebel. Amoroso, del 1977, conteneva gli arrangiamenti di Claus Ogerman, il quale cercò una sonorità simile a quella di Tom Jobim.
In Brasile, durante gli anni '80, Joao Gilberto collaborò con Gilberto Gil, Caetano Veloso e Gal Costa (creatori, alla fine degli anni '60, del movimento conosciuto come Tropicalia). Nel 1991, lanciò il disco Joao, registrato senza nessuna composizione di Tom Jobim, ma con lavori di Caetano, Cole Porter e di  altri compositori di lingua  spagnola. Joao Voz e Violao, lanciato nel 2000, fu un ritorno ai classici della bossa nova come Chega de Saudade e Desafinado. Il CD fu prodotto da Caetano Veloso.
Alternandosi con le registrazioni in studio, furono incise anche registrazioni dal vivo, come Live in Montreaux, Prado Pereira de Oliveira o Live at Umbria Jazz.
L'ultima delle rare tournée di Joao, fu quella del 2008 in Brasile, composta da due tappe: la prima nell' Auditorio Ibirapuera a San Paolo, i biglietti si esaurirono in un'ora; l'altra a Rio de Janeiro, nel Teatro Municipal, anche qui, biglietti esauriti in un'ora. Oltre a questi due appuntamenti, l'artista chiese di chiudere la tournée nel Teatro Castro Alves, a Salvador, capitale della sua amata Bahia, il successo fu immenso e Joao invitò il pubblico a cantare con lui. Durante il concerto di San Paolo, ci furono grandi sorprese: il Mito eseguì canzoni mai registrate prima, come 13 de Ouro, Dor de Cotovelo, Hino Ao Sol / O Mar, Chove Lá Fora, Dobrado de Amor a São Paulo e una canzone inedita scritta da lui, in omaggio al Giappone.
Nel 2009, una fascia con una registrazione del 1958 di Gilberto circolava in rete. Considerato materiale rarissimo, fu ricevuto con entusiasmo dai fans.
Nella sua versione in CD, l'album Joao del 1991, conteneva la fascia bonus Sorriu pra Mim. Stessa cosa la versione in CD di Prado Pereira de Oliverira che incluse le canzoni Aquarela do Brasil, Bahia com H, Tim Tim por Tim Tim e Estate, non contenute nell'LP originale per problemi di spazio.
Joao condusse anche delle battaglie legali per far ritornare sul mercato tre dei suoi dischi principali, inclusa la sua opera prima Chega de Saudade.
Nel 1992, invece, la EMI che possedeva il catalogo della Odeon, riunì tre album di Joao in uno solo, intitolato O Mito. L'orecchio perfetto di Joao notò alcuni cambiamenti rispetto alla tracce originali, così come la registrazione di un pout-pourri inesistente che fu realizzato dalla casa discografica. Il Mito iniziò un processo e chiese di partecipare ad un'udienza. Ascoltò, perplesso, il giudice spiegare come i cambiamenti fossero solo soggettivi. Triste, Joao, affermò: "Eccellentissimo: comprerebbe una Monna Lisa con i baffi?"

Il mito, dopo questo episodio, rimase tanto deluso per l'indifferenza della giustizia brasiliana che decise di isolarsi ulteriormente. Cancellò tutti gli show e le registrazioni, andò incontro alla depressione.
Nel 2012, per i suoi 80 anni, venne organizzata una serie di concerti, accompagnata anche dal lancio di DVD. Il costo eccessivo dei biglietti scoraggiò le persone. A questo si aggiunsero anche alcuni problemi di salute del Mito, il progetto fu abbandonato. 


La quotidianità di Joao

Joao è una persona di estrema intelligenza, con una cultura completa. E' solito uscire prima dell'alba per recarsi al mare. Prende l'auto ed esce, quasi sempre da solo. Va fino alla spiaggia, beve un' agua de coco, mangia una spiga cotta, conversa con il titolare del chiosco e torna a casa. A volte, non ferma nemmeno l'auto, si limita a guidare. Il Mito è convinto di essere un buon automobilista. Ha delle abitudini eccentriche anche al volante: ogni curva deve esser fatta con una precisione millimetrica. Sulla spiaggia, invece, studia i riflessi del sole sulle onde del mare. Sono dei comportamenti strani che fanno parte del suo modo di vedere le cose, del suo modo di cercarne di capire il funzionamento. 
Molto geloso della propria intimità, passa il giorno suonando, un piacere ed una ricerca continua di perfezionamento.
Vive in un appartamento a Leblon, Rio de Janeiro, rifiutando interviste ed esibizioni in pubblico. La sua abitazione è riconoscibile per le finestre chiuse, le tapparelle abbassate e le luci accese. 
Joao, inoltre, ha il fuso orario opposto: dorme durante il giorno e si sveglia all'alba; a volte non riposa nemmeno: inizia, sin dalla notte, a suonare delle canzoni che magari aveva ascoltato 60 anni prima dagli altoparlanti di Juazeiro e "si dimentica" di dormire.
Il Mito vive da solo con la propria musica e resta giorni e giorni in casa senza uscire. Ripete infinitamente i  propri accordi, tuttavia, non è cosa noiosa ascoltarlo, perchè ogni volta cambia qualcosa, l'esecuzione non è mai uguale.

Joao, prima di trasferirsi all'attuale indirizzo, ha vissuto per 13 anni in un altro appartamento di 60 mq a Leblon, composto da una camera, una cucina e un bagno con vista sulla laguna Rodrigo de Freitas (oggi costerebbe R$ 2.3000 al mese).
Alcuni dipendenti più vecchi del residence si vantavano di aver visto Joao appena 3 volte in 13 anni. L'artista non prende l'ascensore, non passa per la reception e tanto meno gira per molto tempo nei corridoi. Joao, tuttavia, riconosceva la voce di ognuno dei dipendenti al telefono. Solo pochi privilegiati con un udito simile al suo sarebbero capaci di affermazioni del tipo "Che cosa è successo alla tua voce, Adilson? Sei raffreddato?"
"Seu Joao" così com'è conosciuto nel Rio Flat Service, ha lasciato molti ammiratori. Seu Joao è molto educato e generoso. Telefonava amici di amici medici, con lo scopo di ottenere visite ed interventi gratuiti per i lavoratori del residence. Una volta, uno dei lavoratori riuscì, su invito di Joao, ad entrare nell'inespugnabile appartamento 2909, grazia concessa a pochi esseri umani. "Lui mi offrì caffè con latte. Non lo dimenticherò mai, perchè so che poche persone hanno avuto questo onore", affermava Adilson.
Joao, inoltre, ha un rapporto maniacale con il telefono. Passa intere giornate attaccato alla cornetta conversando con gli amici per ore e ore. Poi, ha sviluppato una tecnica particolare che gli permette di "regalare" agli interlocutori delle esecuzioni. 
"Una volta mi telefonò e abbiamo conversato dalle dieci di sera fino alle 5 di mattina", racconta il produttore musicale Almir Chediak. Esiste un argomento per sette ore di conversazione? Esiste, garantisce Chediak. "Conversare con Joao è un regalo. Parla di musica con emozione, racconta storie come nessun altro, è molto creativo", sottolinea Almir.
Il Mestre ha l'abitudine di lasciare la televisione accesa permanentemente, quasi sempre senza suono. Segue con speciale attenzione il calcio e la boxe. Quanto alla boxe, non è la potenza dei pugni che impressiona Joao, lui ama la musicalità, il ritmo della boxe; ama osservare i lottatori riempire gli spazi vuoti, come se fossero una canzone, nella quale ogni suono si incastra perfettamente con quello successivo. 
Joao adora anche cantare e suonare per gli amici. Negli anni '70 passava le notti in jam sessions interminabili con il gruppo Novos Baianos. Una volta, dopo aver trascorso una serata insieme, le due generazioni di baiani decisero di passeggiare per le strade della città. Era quasi giorno quando Joao notò una mulatta che stava scendendo dalla favela per andare a  lavorare ed esclamò: "Guarda là il Brasile che sta scendendo dalla discesa!" Moraes Moreira prese un blocknotes e trasformò quell'espressione in una dei suoi più grandi successi: "Chi scende dal morro, non muore sull'asfalto/ Arriva il Brasile che scende dalla discesa".


La bossa di Joao

Joao Gilberto e Tom Jobim
La bossa nova nasce dal ritmo sincopato della percussione del samba, in una forma semplificata e sofisticata che può essere suonata da una chitarra, la cui tecnica fu inventata da Joao. Quanto alla tecnica vocale (parte integrante del concetto di bossa nova), è una tecnica di canto basata su un tono di voce uniforme, tale da eliminare quasi tutti i suoni associati al respiro e alle altre imperfezioni.
Ciò che Joao ha fatto con la musica è stata una sintesi del suono del samba: l'artista è riuscito, tramite la propria chitarra, a riprodurre il suono del genere musicale, sebbene la batida sia così complessa da includere anche altri innumerevoli fattori. 
Con la propria musica, inoltre, Joao ha trasmesso una nuova visione del tutto, una nuova visione di vita, di letteratura, di senso d' equilibro e d' estetica. Tutte emozioni che vive attraverso la musica, proprio per questo, per conoscere bene il Mestre, è necessario studiare bene la sua musica perchè è il suo canale di comunicazione con il mondo.


Episodi e leggende 

  • Durante una notte del mese di novembre del 1962, nella stanza dell'appartamento di Jorge Amado a Copacabana, Joao Gilberto stava eseguendo all'infinito la melodia che, associata al testo scritto da Amado, sarebbe diventata la colonna sonora del lungometraggio Seara VermalhaAd un tratto, un canto ugualmente bello si intromise. Joao si abbassò. Guardò verso i camerieri della casa, ma anche loro ne ignoravano l'origine. Dopo pochi secondi, il canto si fece di nuovo sentire, imitando alla perfezione l'esecuzione di Joao. Joao rimase in piedi, cercando la provenienza del suono. Era un uccellino che stava cantando. "Noi avevamo un uccellino, un sofrê, libero nell'appartamento. Quella notte, si svegliò e, avendo ascoltato tante volte Joao ripetere la melodia, la imparò. Fu bello", ricorda la scrittrice Zelia Gattai, moglie di Jorge Amado.
  • Rui Castro una volta raccontò: "Joao ha in testa tutto ciò che ha ascoltato da quando era bambino sino ad oggi. Canzoni di vecchi dischi lanciati quasi 50 anni fa e mai più registrati". Con un dettaglio: quando vuole, Gilberto canta riproducendo tutte le voci di quei vecchi gruppi vocali, come i Garotos da Lua. "Lui canta riproducendo voci acute, gravi e medie. E ancora imita il suono della chitarra con la bocca" ricorda il giornalista.
  • Joao e  il produttore Almir Chediak sono amici da dieci anni. La cosa strana è che non si sono mai incontrati. L'amicizia è basata su interminabili telefonate notturne. Tutto cominciò quando Almir chiamò Joao ringraziandolo per gli alunni che gli aveva consigliato per la sua scuola di chitarra. Il Mestre rispose che aveva amato il Dicionário de Acordes Cifrados scritto da Chediak stesso nel 1984.Una volta il Mestre chiamò Almir per parlargli della sua preoccupazione circa il destino delle piccole creature notturne alle quali gli esseri umani non danno molta importanza: "Sai, Almir, sono molto preoccupato per la sofferenza degli animaletti della luce. Già ho spento tutte le lampade, per vedere se smettono di morire, ma anche così ce ne sono molti sul pavimento, senza le ali, poverini"
  • Quando Joao viveva nel residence a Leblon ebbe, per un periodo, come vicino Nelson Motta. Nemmeno la distanza di pochi metri lo portava a parlare dal vivo con lui. Joao si recava vicino alla finestra e telefonava l'amico. Anche Nelson era alla finestra. Tutt' e due conversavano e si osservavano, anticipando, così, i moderni videofonini.
  • Si racconta che  molti anni fa, quando Joao ritornò a casa, scoprì che il proprio gatto, battezzato con l'originalissimo nome di Gato, era caduto dalla finestra. Soccorso il gatto, quest'ultimo scappò. L'accaduto diede origine a questa interpretazione: il felino, in verità, si buttò dalla finestra, per non riuscire più ad ascoltare Joao suonare Samba de uma Nota Só in continuazione. Joao odia questa leggenda.
  • Nel 1995, lo show a Brasilia, all'interno della Villa-Lobos, iniziò con due ore di ritardo semplicemente perchè Joao Gilberto preferì restare nella stanza del Kubitschek Plaza per vedere la partita di calcio Botafogo-Santos.
  • La principale richiesta di Joao durante gli show è un microfono della marca austriaca AKG, modello C414. L'apparecchio costa, in media, quasi mille euro. Se non è utilizzato quando suona dal vivo, Joao s'innervosisce. Nel 2003, quando suonava per 7 mila persone nell' Hollywood Bowl, a Los Angeles, stava per abbandonare il palco perchè il microfono non era quello specificato nel contratto. Suonò fino alla fine ma passò la notte intera a lamentarsi del suono.
  • Nel 1999, durante l'inaugurazione del Credicard Hall a San Paolo, Joao s'innervosì per il mormorio della gente nella platea. Iniziò ad urlare "Le grida di ubriaco non servono a nulla" e mostrò la lingua al pubblico. Promise di non presentarsi mai più nel Credicard Hall e tenne fede al proprio patto.
  • Marco Antonio Bompet - ex fidanzato di Nara Leao - che visse con il cantante negli anni '60, raccontava che Joao passava il giorno suonando la chitarra nel bagno, in pigiama. Riteneva l'acustica del locale la più favorevole ai propri scopi. Più tardi, Joao cambiò il bagno con il corridoio, scatenando l'ira dei vicini.
  • Una volta, Joao telefonò la cantante Elba Ramalho. Dopo una lunga conversazione, chiese ad Elba di portargli un mazzo di carte. Elba comprò il mazzo e si recò a casa di Joao. Arrivata davanti l'appartamento, il Mestre le chiese di passargli le carte sotto la porta ma non la ricevette.
  • Joao ha sempre affermato di non parlare nessun' altra lingua a parte il portoghese, nonostante avesse vissuto per 10 anni a New York. Quando si recava all'estero, era Miucha - sua ex moglie - che lo aiutava a comunicare. Una volta, mentre era ospitato in un hotel negli USA, chiese alla ex moglie di prendergli un bicchiere di succo. Miucha si rifiutò e scoprì Joao parlare inglese fluentemente.
  • Il Mestre, quando viveva nel quartiere Barra, a Salvador, amava spostarsi in bicicletta. Durante il tragitto, passava sempre vicino ad un cantiere, restando impressionato per l'età dei bambini che vi lavoravano. Un giorno si fermò, chiese l'età ad uno di loro, "12 anni", uno dei bambini rispose; chiese il nome, "Nascimento", il ragazzino rispose. Joao si ammutolì ed andò via. Quando gli fu chiesto perchè restò in silenzio, rispose: "Non è successo niente. Sono rimasto male e sono andato via. Dov'è che s'è mai visto un bambino chiamarsi Nascimento? Doveva chiamarsi Zezinho, Luizinho, Pedrinho. Ci sono rimasto molto male".
  • Prima di andare a suonare a casa di qualche amico, Joao chiede sempre quante e quali persone ci siano. "Se incontra più persone del numero stabilito, dice: 'Sono venuto solo per dire che non vengo' e va via", ricorda Nelsona Motta.
  • Prima di sposarsi con Miucha, il Mito telefonò Jorge Amado e gli chiese di fare da tramite con il padre della ragazza, Sergio Buarque de Hollanda: "Jorge, chiama Sergio e digli che non sono così cattivo come dicono. Parla bene di me". Jorge telefonò e Joao sposò Miucha.
  • Jorge Amado e Zelia Gattai parteciparono anche al primo matrimonio di Joao, quello con Astrud. Il Mestre chiese a Jorge di telefonare l'impiegato dell'ufficio matrimoniale di Copacabana, lo scrittore Anibal Machado,  affinché il matrimonio fosse il primo a mezzogiorno. "Non mi sarei sentito bene aspettando quella enorme fila in attesa di sposarsi", si giustificò Joao. Pochi giorni prima del matrimonio, il Mito iniziò a telefonare tutti i giorni Zelia, facendo sempre la stessa domanda: "Zelia, Jorge viene al mio matrimonio? Sei sicura?". Il giorno del matrimonio, Jorge e Zelia arrivarono all'ufficio con un ritardo di 5 minuti. Incontrarono Joao nervoso che li attendeva all'ingresso. "Ah bene, ora posso sposarmi", commentò Joao. "Perchè?", chiese Jorge. "Perchè voi siete i testimoni", rispose il Mestre. Ma il ruolo di Jorge e Zelia quel giorno non era ancora terminato. Finita la cerimonia, Joao cercò l'amica per l'ultima richiesta: "Zelia, Vinicius (de Moraes) non è venuto. Ma sono sicuro che è perché è andato a dormire molto tardi, poverino. Quindi, quando telefona alle tre, digli di non rimanerci male, perche il rimorso è la peggior cosa al mondo". Alle tre Zelia telefonò Vinicius che stava ancora dormendo."Ai, Zelia! Ho dormito fino a tardi e mi sono perso il matrimonio di Joao. Sto morendo di rimorso", affermò il poeta. Joao lo aveva anticipato.


Discografia:
  • Quando Você Recordar/Amar É Bom - 78 rpm single (Todamerica, 1951)
  • Anjo Cruel/Sem Ela - 78 rpm single (Todamerica, 1951)
  • Quando Ela Sai/Meia Luz - 78 rpm single (Copacabana, 1952)
  • Chega de Saudade/Bim Bom - 78 rpm single (Odeon, 1958)
  • Desafinado/Hô-bá-lá-lá - 78 rpm single (Odeon, 1958)
  • Chega de Saudade (Odeon, 1959)
  • O Amor, o Sorriso e a Flor (Odeon, 1960)
  • João Gilberto (Odeon, 1961)
  • Brazil's Brilliant João Gilberto (Capitol, 1961)
  • João Gilberto Cantando as Músicas do Filme Orfeu do Carnaval (Odeon, 1962)
  • Boss of the Bossa Nova (Atlantic, 1962)
  • Bossa Nova at Carnegie Hall (Audo Fidelity, 1962)
  • The Warm World of João Gilberto (Atlantic, 1963)
  • Getz/Gilberto (Verve, 1963)
  • Herbie Mann & João Gilberto (Atlantic, 1965)
  • Getz/Gilberto vol. 2 (Verve, 1966)
  • João Gilberto en México (Orfeon, 1970)
  • João Gilberto (Philips, 1970)
  • João Gilberto (Polydor, 1973)
  • The Best of Two Worlds (CBS, 1976)
  • Amoroso (Warner/WEA, 1977)
  • Gilberto and Jobim (Capitol, 1977)
  • João Gilberto Prado Pereira de Oliveira (WEA, 1980)
  • Brasil (WEA, 1981)
  • Interpreta Tom Jobim (EMI/Odeon, 1985)
  • Meditação (EMI, 1985)
  • Live at the 19th Montreux Jazz Festival (WEA, 1986)
  • João Gilberto Live in Montreux (Elektra, 1987)
  • O Mito (EMI, 1988)
  • The Legendary João Gilberto (World Pacific, 1990)
  • João (PolyGram, 1991)
  • João (Polydor, 1991)
  • Eu Sei que Vou Te Amar (Epic/Sony, 1994)
  • João Voz e Violão (Universal/Mercury, 2000)
  • Live At Umbria Jazz (EGEA, 2002)
  • João Gilberto in Tokyo (Universal, 2004)



Note:

  • Fita gravada em 1958 por João Gilberto vira hit na web. O Estado de S. Paulo (8 de fevereiro de 2009). 
  • Folha Online, Ligia Braslauskas (15 de agosto de 2008). Em show de João Gilberto, público sussurra e brinca de ventríloquo. Página visitada em 17 de outubro de 2008.
  • Título não preenchido, favor adicionar.
  • O Dia (26 de janeiro de 2011). Desgaste causou ação de despejo em área nobre do Leblon. Página visitada em 27 de janeiro de 2011.
  • Processo Judicial - Ação de Despejo, Tribunal de Justiça do Estado do Rio de Janeiro
  • ALBIN, Ricardo Cravo (Criação e Supervisão Geral). Dicionário Houaiss Ilustrado da Música Popular Brasileira. Rio de Janeiro: Paracatu, 2006.
  • CASTRO, Ruy. Chega de saudade. São Paulo: Companhia das Letras, 1990.
  • CASTRO, Ruy. A onda que se ergueu no mar; novos mergulhos na Bossa Nova. São Paulo: Companhia das Letras, 2001.
  • MORAIS JUNIOR, Luis Carlos de. O Sol nasceu pra todos:a História Secreta do Samba. Rio de Janeiro: Litteris, 2011.
  • Primeiros versos de João Gilberto são ignorados por biografias. Folha  (01/08/2002)
  • Leia trecho da biografia inédita de João Gilberto. Folha (01/08/2002)
  • Lendas e histórias de João Gilberto. Fala Santos (10/06/2011)
  • Confira as manias de João Gilberto. Ego Noticias ( 23/08/08 )
  • João, made in Juazeiro. Revista do Brasil ( 18/03/2011 )

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