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Con "A Mao e A Luva", la Cinezone di Ariano Irpino entra nel vivo della cultura e dell'attualità brasiliana


Il Brasile è da molti decenni indicato come un paese dalle grandi prospettive di sviluppo, quello che già negli anni '40 lo scrittore austriaco Stefan Zweig definiva il Paese del futuro. In effetti, sembra questa un'idea tanto radicata e superficiale quanto quella del Brasile come la nazione del "calcio, samba e belle donne".

I recenti episodi di protesta popolare, che addirittura rischiano di compromettere l'organizzazione di grandi eventi sportivi come la Coppa del Mondo di calcio, ci hanno offerto un'immagine sicuramente lontana dai soliti stereotipi. C'è chi ha scritto che finalmente il "gigante si è svegliato". Infatti, se è vero che il paese è caratterizzato da una società lanciata con ottimismo verso il futuro e benedetto dalla presenza di innumerevoli risorse naturali, la modalità con cui la crescita economica si sta realizzando getta delle ombre sulla sua sostenibilità. 

In particolare, il paese verde oro deve affrontare sfide importanti come la redistribuzione delle ricchezze e l'inclusione sociale, i forti squilibri tra diverse aree geografiche e la corruzione pubblica. I "veinte centavos" (venti centesimi) di aumento del biglietto del trasporto pubblico contro il quale milioni di persone hanno protestato è certamente simbolico, ma è rappresentativo di un malessere ben più esteso e profondo. Il Brasile non può permettersi di lasciare indietro i più deboli e le classi sociali meno fortunate. Il Brasile non può permettersi di perseguire la crescita economica a tutti i costi, soprattutto a scapito della crescita sociale dell'intera collettività.


Quest'anno la Cinezone, la rassegna culturale dell'Ariano Folk Festival, parlerà appunto di Brasile e della sua ascesa come nuova "economia emergente". Lo faremo attraverso la prospettiva di chi solitamente resta abbandonato ai margini della società. Il documentario in programma, "A Mao e a Luva", infatti, racconta la storia di Ricardo, abitante di una delle favelas più povere di Recife, nel nordest del paese. Un giorno,proprio leggendo "A Mao e a Luva" di Machado de Assis, Ricardo resta folgorato dal potere della letteratura. Decide allora di comprare tutti i libri usati che può permettersi e metterli a disposizione della propria comunità. Il progetto si amplia e nel corso degli anni Ricardo diventerà un "trafficante di libri" e la sua risicata collezione si trasformerà in una vera biblioteca, recentemente riconosciuta anche dal Ministero della Cultura brasiliano

Trailer del film:

Venerdì 16 Agosto, ore 17, Auditorium Comunale (Ariano Irpino), proiezione di "A mao e a luva" con la presenza del regista Roberto Orazi

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