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Paulo Lins e di Daniel Munduruku chiudono la Fiera del Libro di Francoforte sulla falsariga di Ruffato


L'edizione della Fiera del Libro di Francoforte di quest'anno volge al termine; il Brasile, protagonista dell'evento, ha giocato con carisma il proprio ruolo, dimostrando grande lucidità e propensione verso la crescita sociale ed intellettuale.

Alla celebre apertura di Luiz Ruffato, così carica di nervosismo e speranza, non poteva succedere una chiusura di pari livello, rendendo questa edizione unica grazie al pepe aggiunto dal paese verde oro. Stiamo parlando dell'intervento di Paolo Lins, lo scrittore che, infrangendo il normale protocollo della fiera, non ha risposto alla prima domanda dello scrittore Thomas Bohn, ma ha letto un testo con il quale ringraziava la Germania e gli organizzatori brasiliani per l'accoglienza e, soprattutto, mandava un saravà ai professori in sciopero a Rio, polemizzando sui metodi violenti utilizzati dalla polizia. Il testo di Paolo è stato sottoscritto da ben 48 scrittori presenti alla fiera.

Lins, inoltre, ha voluto spendere qualche parola in difesa di Ruffato: "Mio caro Luiz Ruffato, faccio mie le parole del tuo discorso. Con certezza, è stata una dichiarazione d'amore al Brasile. Un discorso di speranza. La verità deve esser detta ed esaminata per avere successo con i cambiamenti sostanziali della società brasiliana, così sofferente, così marcata dalla violenza e dalle ingiustizie sociali. Per questo, non commento la parola del nostro vice presidente (Michel Temer) e informo che la poesia è una cosa seria. Non si concede a chiunque."
Lo scrittore ha anche parlato del suo nuovo romanzo Desde Que o Samba è Samba, tradotto da poco in tedesco, nel quale espone la piaga del razzismo: "Il Samba non è solo arte, è un'arma da guerra, con l'umbanda furono coltivati da nipoti di schiavi e, come tutta la cultura nera, furono perseguiti. Quando parlo di samba, parlo anche di intolleranza, violenza e razzismo" - ha affermato." Sappiamo che il Brasile è un paese razzista, come la maggior parte dei paesi d'Europa", ha aggiunto "ma sostengo che non ci sia stato razzismo nella lista degli scrittori invitati".
Dopo l'intervento, Paulo Lins ha letto una poesia che aveva scritto a 20 anni.
La giornata conclusiva della fiera era anche dedicata all'inizio della celebrazione del paese invitato 2014, la Finlandia. Rosa Liksom, rappresentante del paese omaggiato 2014, sulla falsariga degli esponenti brasiliani, ha affermato: "E' interessante ricevere un omaggio in Germania. Sono nata nella regione della Lapponia e lì c'erano più Tedeschi che Finlandesi perchè la Germania invase la mia terra", "Oggi stiamo marciando a lato nell'Unione Europea"
Esauriti gli interventi degli autori, il Direttore della fiera, Juergen Boos, prima di procedere al "passaggio del testimone" ha detto: "abbiamo visto un Brasile che si angoscia e che va avanti con questa creatività".
Il testimone conteneva al proprio interno una collezione di frasi di 16 scrittori, da Machado de Assis a Olavo Bilac fino a Bernardo Carvalho e Milton Hatoum. Renato Lessa, presidente della Fundação Biblioteca Nacional, un poco prima di consegnare l'oggetto a Rosa Liksom, ha precisato: "Questo testimone rappresenta l'immensa allegria di essere stati qui, con questa programmazione che ha cercato di mostrare la varietà e il grado di libertà che il popolo brasiliano ha raggiunto, espresso tramite i suoi artisti e i suoi creatori e questo è molto importante per la Biblioteca Nazionale e per la mia generazione che ha rischiato la vita affinchè questa libertà fosse sfruttata in posti come questo".
Altro episodio importantissimo da segnalare è stato l'intervento dello scrittore Daniel Munduruku, il quale ha inviato un messaggio al Presidente del Brasile Dilma Rousseff "Presidente Dilma: non ignori il nostro popolo indigeno. Vogliamo conversare".
L'artista di origine indios ha affrontato sia argomenti riguardanti l'impatto ambientale della costruzione di centrali idroelettriche che questioni legate al mondo degli indios nei suoi racconti infantili. "Nelle scuole brasiliane si impara che l'indigeno è un popolo del passato", ha polemizzato Daniel. "Essere indigeno non è essere perfetto, lungi da ciò, è essere umano con lacune e difetti come tutti gli altri. Tutto ciò, ovviamente, deve apparire nei miei libri affinchè non si creino nuovi stereotipi. Esiste, tuttavia, una magia nella cultura indigena partendo dalla quale è possibile creare"
Munduruku, come tutte le persone che si dedicano alla difesa dei diritti degli indios, è seriamente preoccupato per le nuove riforme che regolamentano i rapporti con questi ultimi: le antropologhe Manuela Carneiro da Cunha e Lilia Moritz Schwarcz, non a caso, hanno affermato: "la fazione dei ruralisti è pronta ad adottare una serie di misure che rappresentano un annullamento completo dei diritti degli indios. E' un attacco alle conquiste della Costituzione del 1988".

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