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Pittura marginale

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La pittura marginale, definita così perchè situata in una zona a “margine” del circuito ufficiale di diffusione e, quindi, non inquadrabile in nessuna categoria erudita, conta su un ricco archivio di opere. Così come in Europa, anche in Brasile tale espressione pittorica si dirama nel Naif (artisti che non seguono alcun stile ufficiale), nell’arte degli alienati e nei graffiti.

Arte naif
La nascita del naif potrebbe farsi risalire già al periodo barocco, quando molte opere nacquero fuori dai circuiti artistici ufficiali. I primi pezzi, in particolare, erano delle mere raffigurazioni religiose destinate alla decorazione dei luoghi di culto e non avevano mai suscitato alcun interesse da parte degli intellettuali.
Solo a partire dal XX secolo il genere ha ricevuto ammirazione da parte della critica più specializzata, merito, soprattutto, delle opere di José Bernardo Cardoso Júnior, o Cardosinho.
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A prescindere dalla scarsa preparazione accademica, gli artisti naif raffigurano un’interessante atmosfera atemporale e ingenua che non compromette nessuna qualità estetica, ma che, anzi, rivela un’originalità di soluzioni.
I nomi più famosi dell’arte naif sono: Chico da Silva, José Antônio da Silva, José Rodrigues de Miranda, Agostinho Batista de Freitas, Antônio Poteiro, Ivonaldo Veloso de Melo, Rosina Becker do Valle, Constância Nery, Rodolpho Tamanini Netto, Sônia Furtado, Tercília dos Santos, Dalvan da Silva Filho.

Arte degli Alienati
Molto spesso considerata un mera espressione di menti insane e, di conseguenza, senza alcun merito artistico, l’arte degli alienati era inizialmente ritenuta interessante solo da parte di psichiatri e psicologi che ne studiavano unicamente l’aspetto clinico.
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Iniziò a chiamarsi arte, tuttavia, solo dopo l’intervento di Nise da Silveira, medico dell’allora Centro Psiquiátrico Nacional Pedro II di Rio de Janeiro (l’attuale Instituto Municipal Nise da Silveira, chiamato così in suo omaggio). Nel 1952, infatti, la psichiatra fondò il Museu de Imagens do Inconsciente, una struttura nata per preservare e studiare un vasto archivio di opere d’arte. A partire da quel momento, la critica iniziò a dimostrare interesse verso le tele, caratterizzate da una grande espressività.
Erano artisti alienati: Artur Amora, Emygdio de Barros,Carlos Pertuis, Isaac Liberato, Pedro Cornas, Albino Braz e Bispo do Rosário.
Graffiti
Le scritte e le pitture su pareti sono sempre esistite, i graffiti,  nell’accezione moderna del termine, invece,hanno iniziato a prendere forza solo nel 1968, periodo della contestazione giovanile.
Negli anni ‘80, la tendenza si è trasformata in una forma di comunicazione e identificazione di un gruppo volto ad occupare spazi urbani abbandonati. La corrente, non a caso, era sempre legata a movimenti a carattere anarchico, soprattutto a stili di vita musicali come il punk.
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Nelle Biennali di San Paolo del 1983 e del 1985, il genere ha suscitato grande attenzione da parte dei media e, recentemente, un grande numero di artisti ha approfondito la forma espressiva, contribuendo alla sua uscita dall’anonimato per favorirne l’appoggio tramite corsi, eventi speciali e mostre. Alex Vallauri, Hudinilson Júnior, Carlos Matuk, Waldemar Zaidler e Arthur Lara, sono alcuni dei nomi che hanno trasformato i graffiti un’arte.
Fonti:
  1. Ardies, Jacques & Andrade, Geraldo Edson de. A Arte Naïf no Brasil. São Paulo: Empresa das Artes, 1998.
  2. Manuel, Pedro. Os Primitivos, in Civita, Victor.
  3. Lara, Artur Hunold. Grafite: Arte Urbana em Movimento. Dissertação de Mestrado. Escola de Comunicação e Artes / USP, 1996.

Item Reviewed: Pittura marginale Rating: 5 Reviewed By: Gianluigi D'Agostino