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Victor Brecheret – biografia

Victor Brecheret

Victor Brecheret  nacque a Farnese (provincia di Viterbo) il 22 febbraio del 1894 ed è stato uno uno dei maggiori scultori italo-brasiliani del paese. Tra i meriti dell’artista, rientra il suo contributo all’introduzione del Modernismo nell’arte brasiliana.
A Farnese lo scultore passò l’infanzia con suo padre, Augusto Breheret, e sua madre, Paolina Nanni. Quando Victor compì i sei anni d’età, Paolina morì e lui fu affidato allo zio materno Enrico Nanni, il quale decise di emigrare con la famiglia in Brasile. L’artista, a 30 anni d’età, richiese ed ottenne la cittadinanza brasiliana, mentre il suo nome originale, Vittorio Breheret, fu trasformato già molto tempo prima.
Sin da bambino, Brecheret dimostrò una grande passione per la scultura, fu così che nel 1912 venne iscritto al Liceu de Artes e Ofícios de São Paulo. Un anno dopo, si recò in Europa per approfondire le proprie conoscenze. Soggiornò anche a Roma dove diventò allievo di Arturo Dazzi. Nel 1915, sempre nella capitale e, precisamente, in via Flaminia 22, Becheret inaugurò il suo primo atelier, condiviso con lo scultore Ivan Mestrovic.
Un anno dopo, a soli 22 anni, il giovane artista, con la sua opera Despertar, riuscì a classificarsi al primo posto nella Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma. Il successo attirò le attenzioni della critica, la quale riconobbe nei lavori le influenze di Bourdelle, Rodin e Mestrovic.
Cosciente delle proprie capacità, Victor, tre anni dopo, partecipò alla Mostra Degli Stranieri della Casina del Pincio e, ancora una volta, la sua opera sedusse i più. Un pezzo, in particolare, venne notato, si trattava della Medalha Comemorativa da Independência do Brasil, successivamente acquistata dal Museo dell’Aia.
Sempre nel 1919, Brecheret decise di ritornare a San Paolo e di aprire, con l’aiuto di Ramond de Azevedo, un atelier personale nel Palácio das Indústrias. Visse sulla propria pelle un periodo di isolamento causato da problemi di adattamento, fino a quando, l’anno seguente, i pionieri del Modernismo Menotti Del Picchia, Helios Seelinger, Mario de Andrade, Di Cavalcanti e Oswald de Andrade notarono nelle sue opere un sentimento modernista, tale da esser parificato a quello di Anita Malfatti nel campo della pittura.
Nel mese di giugno del 1920, l’artista presentò il progetto del Monumento às Bandeiras, la maggiore opera della sua carriera, commissionatagli dal Governo de Sao Paulo. Per realizzarla occorsero circa 30 anni (1936 – 1953)
Monumento As Bandeiras, Victor Brecheret

Il 24 aprile del 1921, invece, lo scultore espose, presso la Casa Byington, Eva, un lavoro che venne acquistato dalla Prefeitura de Sao Paulo. Sempre lo stesso anno, grazie ad una borsa di studio concessagli dal Pensionato Artístico do Estado de São Paulo, Victor soggiornò in Francia dove perfezionò il proprio stile grazie allo studio del Cubismo e dell’ Arte Decò. Nella capitale francese, infatti, entrò in contatto con: Henry Moore, Emile Antoine Bourdelle, Aristide Maillol e Constantin Brancusi. Nonostante la sua lontananza, partecipò anche alla Semana da Arte Moderna, esponendo le sue sculture nel Teatro Municipal de São Paulo. A partire da quel momento, Victor ebbe doppia carriera, sia in Brasile che in Europa.

Eva, Victor Brecheret

Entrato oramai nel vivo della società francese, Brecheret, tra il 1921  e 1929, realizzò una serie di esposizioni presso il Salon d'Automne, il Salon de la Société des Artistes Français - Section de Sculpture et Gravure sur Pierre e il Salon des Indépendents.
Nel 1923, grazie alla sua scultura Tempo da Minha Raça, mostrata nel Salon d’Automme, venne premiato riuscendo a scavalcare ben 4 mila concorrenti. Un anno dopo, invece, con la sua esposizione presso il Salon de la Société des Artistes Français, ricevette un riconoscimento dalla Società degli Artisti Francesi.  
Tempo da Minha Raça, Victor Brecheret

Nel 1926, realizzò la sua prima mostra individuale a San Paolo e, 6 anni dopo, fece parte dei soci fondatori della Sociedade Pró-Arte Moderna (SPAM), un punto di riferimento della vita paulistana, sempre attento all’organizzazione di mostre, feste, convegni e, soprattutto, un luogo di incontro tra artisti, improntato allo scambio di idee innovative.
Nel 1934, il Governo Francese comprò la scultura Grupo, esposta nel Musée du Jeu de Pomme e premiò l’artista con la Croce della Legione d’Onore di Francia per le Belle Arti, con il grado di Cavaliere.
Lo stesso anno Victor fu impegnato nella mostra individuale a Rio de Janeiro.
Sette anni dopo, l’artista riuscì a vincere il concorso internazionale per la realizzazione di un monumento al Duque de Caxias. Brecheret presentò un progetto che si concretizzò nella scultura equestre più grande al mondo: 14 metri d’altezza, 7 m di larghezza e 11,5 di lunghezza.

Monumento Duque das Caixas, Victor Becheret

Nove anni più tardi, Victor partecipò alla XXV Biennale di Venezia e, nel 1951, fu invitato alla I Bienal Internacional de São Paulo, dove fu omaggiato con il Prêmio Nacional de Escultura per O Índio e a Suaçuapara.

O Índio e a Suaçuapara, Victor Brecheret

Nel ‘52, espose nuovamente alla Biennale di Venezia e, un anno dopo, ultimò il Monumento as Bandeiras (iniziato nel 1936) e realizzò la facciata del Jockey Club de São Paulo.
Nel 1954, di ritorno da da un viaggio in Europa, si dedicò alle opere Três Graças e São Francisco di Osasco nonchè alle decorazioni della Capela Pararanga di Atibaia. L’anno seguente, partecipò alla III Bienal Internacional de São Paulo e alla mostra Artistes Brésiliens di Parigi, quest’ultima era organizzata dai Musei di Arte Moderna di Rio e San Paolo.
Três Graças, Victor Brecheret


Il 17 dicembre dello stesso anno, Victor Brecheret si spense a San Paolo. Fernando Sombra così descrisse il triste episodio: “Brecheret è morto felice; di ritorno dal cinema aprì il portone di casa. Spostò la sua vecchia Oldsmobile per entrare nel garage. L’auto si mosse alcuni metri, si fermò. Il cuore di Brecheret si fermo con lei, d’infarto…”.
Nel 1956, la Biennale di San Paolo gli dedicò una sala speciale con 61 sculture e venti disegni.

Opera

Victor Brecheret, durante la fase da studente presso il Liceu de Artes e Ofícios de São Paulo, si dedicava alla creazione di pezzi artigianali, soprattutto temi classici e romantici. Il soggiorno in Europa e il contatto con le correnti post-impressioniste, invece, lo aiutarono nel perfezionamento dello stile. Lo scultore, infatti, creò opere riconducibili al costruttivismo, all’espressionismo e al cubismo, ma mai sfociò nell’astrattismo puro.
Nella sua fase più matura, ancora, l’artista inaugurò una linea sperimentale estetica che rappresentava un compromesso tra la scultura vernacolare indigena brasiliana e le esperienze stilistiche europee.

Opere principali:

  • Despertar
  • Monumento às Bandeiras
  • Fauno
  • Monumento ao Duque de Caxias
  • Eva
  • Depois do banho
  • Diana Caçadora
  • Morena
  • Bartira
  • Ídolo
  • O Índio e Suaçuapara
  • Graça I e Graça II
  • Busto de Alcântara Machado
  • Via Crucis
  • Banho de Sol
  • O Grupo
  • Relevos
  • Retrato de Santos Dumont
  • A Portadora e Perfume

Fonti:

  1. http://www.brecheret.com.br/
  2. http://www.suapesquisa.com/quemfoi/victor_brecheret.htm
  3. http://educacao.uol.com.br/biografias/victor-brecheret.jhtm
  4. http://enciclopedia.itaucultural.org.br/pessoa1634/victor-brecheret
  5. PECCININI, Daisy: Brecheret e a Escola de Madri; madrid: Ed. FM Editorial e Instituto Victor Brecheret, 2011.
  6. PECCII, Daisy; Brecheret - A Linguagem das Formas  ; São Paulo: Ed.Instituto Victor Brecheret, 2004.
  7. EUGENIA, Maria; 22 por 22: a Semana de Arte Moderna Vista Pelos seus Contemporâneos; São Paulo: Edusp, 2001.

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