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Breve storia del grande schermo in Brasile

Il cinema venne inventando dai fratelli Lumiere nel 1895 per fini esclusivamente scientifici. Forse non immaginavano che nel XX secolo sarebbe diventato fonte di intrattenimento per tutte le persone sul globo!!

Gli inizi
Affonso Segretto
Il cinema fu importato in brasile da un nostro connazionale, Affonso Segretto. Segretto, immigrante italiano che filmò scene del porto di Rio de Janeiro, fu il primo cineasta brasiliano nel 1898. Negli anni '30 iniziò il cinema con il sonoro. Di lì iniziò la sfida del grande schermo con l'America del nord, sfida che arrivò sino ai nostri giorni. In questo periodo, si distaccarono il miniero Humverto Mauro, autore di Ganga Bruta (1933) - film che mostra una crescente separazione del linguaggio cinematografico da quello ordinario - e le chanchadas ( commedie musicali con popolari cantanti delle radio e attrici del teatro) registrate nello studio Cinedia. Films come Alo,Alo Brasil (1935) e Alo, Alo Carnaval (1936) risposero alle esigenze popolari e iniziarono a lanciare i primi miti del cinema come la cantante Carmen Miranda. La creazione dello studio Vera Cruz, nella fine degli anni '40, rappresentò il desiderio dei registi che, influenzati dal perfezionamento delle produzioni straniere, cercavano di realizzare un tipo di cinema più sofisticato. Anche se lo studio fallì nel 1954, conobbe un momento di gloria quando il film O Cangacero (1953), di Lima Barreto, ottenne il premio di Miglior Film d' Avventura nel Festival di Cannes.



O Cinema Novo
Glauber Rocha
La reazione al cinema di Vera Cruz diede vita al movimento che divulgò il cinema nazionale conosciuto dal mondo intero: il Cinema Novo. all' inizio degli anni '60, un gruppo di giovani cineasta iniziò a realizzare una serie di films caratterizzati da forti tematiche sociali. Tra questi c'era Glauber Rocha, cineasta Baiano e simbolo del Cinema Novo. Regista di films come Deus o Diabo na Terra do Sol (1964) e O Dragao da Maldade Contra o Santo Guerreiro (1968), Rocha fu conosciuto in Brasile per la realizzazione di manifesti e articoli che si opposero al cinema popolare delle chanchadas e difesero un'arte rivoluzionaria che prometté vere trasformazioni sociali e politiche. Ispirati da Nelson Pereira dos Santos (che, già nel 1955, diresse Rio, 40 Graus sotto l'influenza del movimento neorealista e che realizzò il classico Vidas Secas nel 1964) e dalla Nouvelle Vague francese, registi come Cacà Diegues, Joaquim Pedro de Andrade e Ruy Guerra parteciaprono ai più prestigiosi festival di cinema del mondo, ottenendo notorietà e ammirazione.



Il cinema,la dittatura ed Embrafilme
Le decadi successive si rivelarono l'epoca d'oro del cinema brasiliano. Anche dopo il golpe militare del 1964, che portò il regime dittatoriale in Brasile, i realizzatori del Cinema Novo e una nuova generazione di cineasta - conosciuta come udigrudi, termine ironico derivato da underground nord-americano -continuarono a creare opere in polemica con l' allora realtà anche usando metafore per prendersi gioco della censura dei governi militari. In questa epoca, si distaccarono Glauber Rocha, con Terra em Transe (1968), Rogerio Sganzerla, direttore di O Bandido da Luz Vermelha (1968) e Juli Bressane. In questa pagina nera della cultura brasiliana, il pubblico si rincontrò con il cinema, con il successo delle commedie conosciute come pornochanchadas.
Al fine di gestire il mercato cinematografico e accattivarsi la simpatia al regime, il governo Geisel creò, nel 1974, la statale Embrafilme che ebbe un ruolo preponderante fino al 1990, data della sua estinzione. In questa epoca furono realizzati alcuni dei migliori successi del pubblico e della critica come Dona Flor e Seus Dois Maridos (1976) di Bruno Barreto e Pixote, a Lei do Masi Fraco (1980) di Hector Babenco, portando milioni di brasiliani al cinema con commedie o film con tematica politica. 

La crisi del cinema brasiliano
La fine del regime militare e della censura, nel 1985, aumentò la libertà di espressione e indicò nuove strade al cinema brasiliano. Parallelamente vi fu la fine di Embrafilme, nel 1990. Il governo Collor seguì politiche neo-liberiste volte alla estinzione delle imprese statali e alla apertura del mercato - fuori controllo - ai films stranieri, la maggior parte nord-americani. La produzione nazionale, foraggiata da Embrafilme, si trovò in enormi difficoltà e pochissimi lungometraggi nazionali furono realizzati ed esibiti.

Retomada
Locandina film Central do Brasil
Dopo il cataclisma degli anni '90, il sistema si rialzò gradualmente. La creazione di nuovi meccanismi di finanziamento della produzione, favoriti dall'esenzione fiscale (Leis de Incentivo), insieme con la nascita di nuove politiche di sostegno al cinema, incentivò la produzione e finanziò strumenti affinchè i realizzatori potessero concorrere, anche se in modo diseguale, con le produzioni milionarie nord-americane. Questo periodo fu conosciuto come Retomada del cinema brasiliano. In poco tempo, tre films ricevettero la nomination di Miglior Film Straniero: O Quatrilho (1995), O Que Isso, Companheiro (1997) e Central do Brasil (1998), anche vincitori dell'Orso d' Oro del Festival di Berlino. Nomi come Walter Salles, direttore di Terra Estrangeira (1993) e Central do Brasil e Carla Camuratti, regista di Carlotta Joaquina, Princesa do Brazil (1995) divennero nomi conosciuti dal grande pubblico, attraendo milioni di spettatori nelle sale cinematografiche

Item Reviewed: Breve storia del grande schermo in Brasile Rating: 5 Reviewed By: Gianluigi D'Agostino