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Forrò

Il nome forrò deriva dalla parola forrobodò (divertimento da pagode), una locuzione utilizzata dallo studioso di folklore Camara Cascudo. Il forrobodò anche conosciuto come arrasta-pé, bate-chinela o fobò, sempre fu influenzato da vari generi musicali nordestini ( baiao, coco, rojao, quadrilha, xaxado xote) con la presenza della pé de bode, un particolare tipo di fisarmonica. Secondo una storia un pò troppo fantasiosa, l'origine della parola forrò nacque dalla pronuncia errada delle sale da ballo for all che all'inizio del secolo gli ingegneri inglesi della ferrovia Great Western, mettevano a disposizione degli operai nei fine settimana.
Con l'immigrazione massiccia dei Nordestini nel Sudest del Brasile, innumerevoli locali di forrò furono aperti nelle periferie prima di divenire una moda tra il pubblico più giovane.A Rio uno dei maestri della materia, il compositore maranhense Joao do Vale suonava note di forrò nel quartiere centrale Catete, alla fine degli anni '70. Attualmente, nel Nordest, le città di Caruaru e Campina Grande sono rinomate per gli spettacoli di forrò durante le famosissime Festas Juninas, eventi di fama mondiale.
Il pioniere nella diffusione del forrò a Rio e San Paolo, fu Luiz Gonzaga do Nascimento. Luiz fu il primo a registrare il termine forrò con il suo album Forrò de Manè Vito, collaborazione con Zé Dantas nel 1949. Ricordiamo di Gonzaga anche altri grandi album come Derramaro o Gai e Forró do Quelemente, realizzati con Zé Dantas. Forró no Escuro (1958), Numa Sala de Reboco(1964), con José Marcolino, Forró de Pedro Chaves (1967), Fole Roncou (un forrock con Nelson Valença, nel 1973), Retrato de um Forró (con Luis Ramalho, nello stesso anno), Forró de Ouricuri (1983), Forrofiar, Danado de Bom(1984), Forró do Bom (1985), Forró de Cabo a Rabo (1986), Forró Gostoso(1988), questi ultimi sei composti con João Silva. 
Grande interprete di forrò la cantante Marinês, attribuì al paraibano Jackson do Pandeiro (José Gomes Filho, 1919-1982) il merito di aver lanciato il forrò nel sud del Brasile grazie alla registrazione di Forró em Limoeiro (Edgar Ferreira), nel 1953. Classici da lui creati come Sebastiana (Rosil Cavalcanti), A Mulher do Aníbal (Genival Macedo/ Nestor de Paula) e Um a Um(Edgar Ferreira), furono reinterpretati da Gal Costa e le canzoni come Forró em Casa AmarelaNa Base da Chinela, Forró em Caruaru, Forró de Surubin, Forró na Gafieira, Forró do Zé Lagoa suonate da Jackson con i passi di danza della moglie, contribuirono a farlo diventare il re del ritmo.
L'influenza di Jackson, celebrata in Jacksoul Brasileiro dal pernambucano Lenine, diede l'idea ad un gruppo di artisti , i Cascabulho, di dedicare ampi spazi all'opera di Jackson e il risultato fu il cd tributo Revisto e Sampleado con la partecipazione di Gal Costa, Chico Buarque, Zeca Pagodinho, Fernanda Abreu, Paralams e O Rappa.
Anche il pernambucano Josè Domingos, conosciuto come Dominguinhos, contribuì a stabilire il primato semantico del forrò. Incentivato dai tropicalisti e dallo stesso Luiz Gonzaga, il pernambucano dedicava sempre uno spazio al forrò nei propri shows. Questa parentesi musicale era conosciuta come forrozinho do dominguinhos (forrozino di dominguinhos) e contribuì alla diffusione del genere anche tra artisti meno conosciuti come Abdias, Pedro Raimundo, Zé Calixto, Zé Gonzaga e Zenilton, tra i tanti.
Da Sivuca e Chiquinho do Acordeom a Oswaldinho, Severo e Waldonys, senza contare i nuovi arrivati come il nuovo genere ibrido (sertanejo paulista) di Miltinho Edilberto e i gruppi di Rio, Forroçacana, Trio Forrozão e Para Todos.Oggi il forrò è sfociato in un altro fenomeno chiamato xente music che vede la sostituzione della fisarmonica con la tastiera. Questo fenomeno registra grandi vendite di dischi da parte di  gruppi come  Mastruz com Leite, Limão com Mel e solisti come Frank Aguiar, Cãozinho dos Teclados. 





Item Reviewed: Forrò Rating: 5 Reviewed By: Gianluigi D'Agostino