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Gregorio de Matos Guerra, il poeta satirico


Gregorio de Matos Guerra (Salvador, 23 dicembre 1636 - Recife, 26 novembre 1695) fu un avvocato e poeta brasiliano. E' considerato il maggior poeta barroco del Brasile e il più importante poeta satirico della lingua portoghese del periodo.

Gregorio nacque in una famiglia ricca (vantava imprenditori edili e funzionari amministrativi). Il padre era portoghese.
Nel 1642 studiò nel Colegio dos Jesuitas a Bahia. Nel 1650 continuò i suoi studi a Lisbona e, nel 1652, nella Universidade de Coimbra dove si laureò. Nel 1663 fu nominato juiz de fora (una figura di giudice nominata dal re del Portogallo) della città Alcacer do Sal.
Il 27 gennaio del 1668 ricoprì la funzione di rappresentare lo stato di Bahia nelle corti di Lisbona. Nel 1672, il senato di Bahia, gli conferì l'incarico di procuratore. Il 20 gennaio del 1674 fu nuovamente rappresentante di Bahia nelle corti.
Nel 1679 fu nominato dall' Arcivescovo Gaspar Barata de Mendonça Desembargador (giudice addetto a rimuovere gli ostacoli all'invio delle richieste al re) da Relaçao Eclesiastica da Bahia. Il re del Portogallo D. Pedro II nominò Gregorio tesoriere della (sede episcopale). Nel 1683 tornò in Brasile.
Il nuovo Arcivescovo, Joao da Madre de Deus, lo destituì dai suoi incarichi per non usare la tipica veste religiosa e non accettare le regole dei maggiori ordini.
Questo diede linfa vitale alla vena satirica del poeta: da questo momento in poi cominciò a ridicolizzare tutti i costumi del popolo e delle classi sociali baiane. Sviluppò una poesia corrosiva, erotica a prescindere dall'aver intrapreso cammini lirici e a volte religiosi.
Nel 1685 il promotore ecclesiastico di Bahia denunciò i suoi costumi liberi al tribunale della Inquisizione (accusa di diffamare Gesù Cristo e di non mostrare riverenza levando il berretto dalla propria testa al passare di una processione).
Il numero dei nemici crebbe proporzionalmente con il numero delle poesie. Nel 1694, accusato per vari capi d'imputazione e, correndo il rischio di essere assassinato, fu deportato in Angola.
Come ricompensa per aver aiutato il governo locale a combattere una cospirazione militare, ricevette il permesso di ritornare in Brasile, anche se non a Bahia. Morì a Recife, con una febbre contratta in Angola.
Si narra che momenti prima di morire, chiese a due frati di recarsi presso la sua abitazione e, avendoli fatti posizionare accanto e definendosi Gesù Cristo, disse: stare morendo tra due ladroni, tale come essere crocifisso.
Il suo soprannome era Boca do inferno (bocca dell'inferno). Venne dato a Gregorio per la sua dura critica contro la Chiesa Cattolica, offendendo frati e suore. Anche la città di Salvador non era immune da critiche:

In ogni angolo un grande consigliere,
che vuol governare la nostra capanna, e vigna,
non sa governare la sua cucina,
e può governare il mondo intero

In ogni porta un frequentato investigatore,
che la vita del vicino, e della vicina
indaga, ascolta, spia e studia,
per portarla alla Piazza, e al Terreiro.

Molti mulatti svergognati,
accompagnati a piedi gli uomini nobili,
messa nelle mani tutta la cattiveria.

Stupenda usura nei mercati,
tutti, quelli che non rubano, molto poveri,
ed ecco qui la città di Bahia

Fu una critica definita atemporale ed universale. 
Con "grandi consiglieri" Gregorio allude ai politici e alla gente comune che vuole governare. La figura del grande consigliere rappresenta anche la figura dell'ipocrita intento a criticare i peccati altrui senza interessarsi dei propri.


Opera:
Nel 1850 lo storico Francisco Adolfo de Varnhagen pubblicò 39 dei suoi poemi nella collezione Florilegio da Poesia Brasileira.





























Poesie:

  • Beija-flor
  • Anjo bento
  • Senhora Dona Bahia
  • Descrevo que era realmente naquele tempo a cidade da Bahia
  • Finge que defende a honra da cidade e aponto os vícios
  • Define sua cidade
  • A Nossa Senhora da Madre de Deus indo lá o poeta
  • Ao mesmo assunto e na mesma ocasião
  • Ao braço do mesmo Menino Jesus quando appareceo
  • A NSJC com actos de arrependido e suspiros de amor
  • Ao Sanctissimo Sacramento estando para comungar
  • A S. Francisco tomando o poeta o habito de terceyro
  • No dia em que fazia anos
  • impaciência do poeta
  • Buscando a cristo
  • Soneto - Carregado de mim ando no mundo,
  • Soneto I - À margem de uma fonte, que corria
  • Soneto II - Na confusão do mais horrendo dia
  • Soneto III - Ditoso aquele, e bem-aventurado
  • Soneto IV - Casou-se nesta terra esta e aquele
  • Soneto V - Bote a sua casaca de veludo,
  • Soneto VI - A cada canto um grande conselheiro
  • Triste bahia

Item Reviewed: Gregorio de Matos Guerra, il poeta satirico Rating: 5 Reviewed By: Gianluigi D'Agostino