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Candido Portinari – pittura

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Candido Torquato Portinari è stato uno tra i più grandi pittori del panorama artistico brasiliano. Nato il 29 dicembre del 1903, l’artista ha firmato circa 5 mila opere, dalle piccole tele sino alle enormi composizioni, come Guerra e Paz. Tale ultimo capolavoro, nel 1956, venne donato alla sede dell’ONU di New York ma, grazie agli sforzi di suo figlio, l’opera ritornò in patria e, attualmente, è ospitata dal Teatro Municipal de Rio de Janeiro.
L’artista, inoltre, vanta il primato di aver raggiunto la maggior fama all’estero come pittore brasiliano.

Biografia

I genitori di Candido Portinari erano Giovan Battista Portinari e Domenica Torquato, due Italiani che, partiti da Chiampo (in Veneto), si trasferirono a Brodowski, nell’entroterra paulistano. Candido nacque il 29 dicembre del 1903 nella fattoria di caffè Santa Rosa. Era il secondo di una prole di dodici figli e, sin da subito, dimostrò le sue particolari abilità artistiche.

La casa natale di Portinari, oggi un museo a lui dedicato, fonte: museucasadeportinari.org.br

Tre anni dopo, i Portinari lasciarono la fattoria per dedicarsi al commercio vicino alla ferrovia di Brodowski. Tra il 1911 e il 1916, Candido frequentò la scuola ma non riuscì a superare il terzo anno. A 10 anni, il pittore realizzò il suo primo disegno, si trattava del Retrato di Carlos Gomes.
Quando compì 14 anni, in occasione del passaggio di un gruppo di artisti italiani itineranti che decoravano chiese, Portinari venne assunto come aiutante insieme al suo amico d’infanzia Modesto Giordano.
 

Retrato de Carlos Gomes- Candido Portinari

Un anno dopo, approfittando del trasferimento dei Toledo (amici di famiglia) a Rio de Janeiro, Portinari decise di iscriversi all'Escola Nacional de Belas Artes (ENBA). Il nuovo ambiente, caratterizzato dalle rigide regole artistiche, disorientò il giovane pittore, ma, nonostante tutto, il suo talento emerse e venne apprezzato: nel 1922, partecipò ad un’esposizione con il ritratto del suo amico Ezequiel Fonseca Filho e vinse la Mençao Honorosa.
Due anni dopo, Portinari tentò di entrare nella selezione delle opere del Salao da ENBA. Presentò, dunque, sette ritratti e la tela Baile na Roça, quest’ultima era la sua prima opera tematica brasiliana realizzata durante le sue ferie a Brodowski. L’Escola finì per accettare i ritratti ma scartò Baile na Roça.

Baile na Roça - Candido Portinari

Nel 1926, la vita dell’artista venne segnata da un’episodio importante: venne scelto per partecipare alla XXXV Exposição Geral de Belas Artes, riuscendo a vincere il Premio de Viagem a Europa con il Retrato de Olegario Mariano. A partire da quel momento, la stampa iniziò a dimostrare vivo interesse nel giovane pittore.
Durante quest’epoca, Portinari iniziò a studiare un movimento artistico marginale: il Modernismo.

Retrato de Olegario Mariano - Candido Portinari

Uno dei maggiori desideri dell’artista era vincere la Medaglia d’Oro del Salao do ENBA. Nel 1926 e nel 1927, s’impegnò molto per raggiungere tale obbiettivo ma senza successo. Candido arrivò ad affermare che i tratti modernisti delle sue tele spaventavano la giuria e, a conferma di ciò che sosteneva, nel 1928, dipingendo una tela che rispettava gli elementi accademici tradizionali, vinse la tanto ambita Medaglia d’Oro e un viaggio in Europa.
Lo stesso anno, l’opera dell’artista venne esposta per la prima volta presso il Palacete Hotel-RJ a Rio de Janeiro, su iniziativa dell’Associação dos Artistas Brasileiros.
Nel 1929, Candido si recò in Europa e, giunto a Parigi, si stabilì, provvisoriamente, a Montparnasse per poi trasferirsi nell’Hôtel du Dragon dove iniziò a pianificare gli studi.  L’anno seguente, partecipò all’esposizione collettiva di arte brasiliana Exposition d’Art Brésilien realizzata nel Foyer Bresilien. Il pittore espose un ritratto e una natura morta.

Portinari trascorse, in totale, due anni in Francia, un’esperienza formativa fondamentale per perfezionare il suo stile unico. Nella capitale francese, il Brasiliano frequentò altri artisti, quali Van Dongen e Othon Friesa e conobbe Maria Martinelli, un’uruguaiana di 19 anni che diventò sua compagna di vita.
La distanza di Portinari dalla sua terra natia fu molto importante ai fini della formazione della riflessione sociale che caratterizzò le sue opere successive. Il risultato della sua maturazione fu un totale cambiamento dell’estetica, con una valorizzazione più accentuata dei colori. L’artista, inoltre, ruppe il compromesso volumetrico e la tridimensionalità.

Nel 1931, quando decise di ritornare in Brasile, Candido iniziò a dedicarsi ai murales e agli affreschi. Fu un’epoca contraddistinta da un impegno assiduo per garantire il pane quotidiano alla coppia.
Nel 1932, il pittore espose una collezione di 60 opere presso il Palace Hotel. L’iniziativa, promossa dall’Associação dos Artistas Brasileiros, fu la prima occasione nella quale vennero presentate raffigurazioni di tematiche brasiliane, con maggiore attenzione verso il mondo dell’infanzia.
Due anni dopo, Candido dipinse Os Despejados, la sua prima opera a tematica sociale, mentre Mestiço venne acquistata dalla Pinacoteca do Estado de Sao Paulo, il primo istituto pubblico ad includere un’opera di Portinari nel suo archivio.

Os Despejados - Candido Portinari

Nel 1935, su invito di Celso Kelly, l’artista venne assunto per insegnare pittura murale e di cavalletto presso l’Instituto de Artes da Universidade do Distrito Federal de Rio de Janeiro. Lo stesso anno, con la tela Cafè, prese parte all’esposizione dell’Istituto Carnegie di Pittsbugh e vinse la Seconda Menzione d’Onore.

Café - Candido Portinari
L’artista, inoltre, realizzò quattro grandi opere per il Monumento Rodoviario, ospitato nella stazione Washington Luis che collega Rio de Janeiro a San Paolo.
Nel 1938, Portinari si dedicò a centinaia di studi sul carbone, sui pastelli a cera, sulla tempera, sugli acrilici e sugli acquerelli, un lavoro finalizzato all’esecuzione di 12 murales per il Palacio Gustavo Capanema.
il 20 gennaio, invece, una brutta notizia colse l’artista di sorpresa: Getulio Vargas decretò la chiusura dell’UDF, determinando la fine della sua carriera come professore. Sempre nel ‘39, nacque suo figlio Joao Candido e dipinse i pannelli Jangadas do Nerdeste, Cena Gaúcha e Noite de São João per il Padiglione brasiliano della Fiera Mondiale di New York, il cui progetto era firmato dal grande Oscar Niemeyer e da Lucio Costa.

Cena Gaucha - Candido Portinari

Festa de Sao Joao - Candido Portinari

Jangadas do Nordeste - Candido Portinari

I quadri attirarono la curiosità di Alfred Barr, direttore generale del Museo di Arte Moderna di New York (MoMA), il quale acquistò la tela Morro do Rio per posizionarla nel MoMA, a lato di artisti consacrati mondialmente.

Morro do Rio - Candido Portinari
Barr, impressionato dal talento di Candido, organizzò un’esposizione individuale a New York e l’artista, dal canto suo, rimase stregato da un’opera che mutò definitivamente il suo stile: Guernica di Pablo Picasso.
Poco dopo, nel Museu Nacional de Belas Artes, venne inaugurata la più grande esposizione di Portinari: 269 opere che vantavano la prefazione scritta da
Manuel Bandeira e Mario de Andrade.
Nel 1940, prese parte al Latin American Exhibition of Fine Arts del Museo Riverside di New York e, nel contempo, venne inaugurata l’esposizione Portinari of Brazil: un’enorme vetrina con circa 180 opere ospitata dal MoMA e da diverse città americane.
Un anno dopo, l’Università di Chicago lanciò l’album Portinari, His Life and Art e, sempre nel ‘41, a Brodowski, in onore di sua nonna Pellegrina, l’artista dipinse la Capelinha da Nonna utilizzando una delle stanze della casa di famiglia. I santi disegnati da Portinari furono realizzati in dimensione naturale e raffiguravano persone di famiglia.

Capelinha da Nonna - Candido Portinari

Nel 1942, vennero inaugurati dei murales ispirati alla tematica storica latino-americana nella Fondazione Ispanica della Biblioteca del Congresso di Washington. L’anno seguente, inoltre, nel Museo Nazionale delle Belle Arti, fu aperta un’esposizione individuale con 168 lavori.
Nel 1943, Portinari si dedicò alla decorazione dell’Igreja de Sao Francisco de Assis facente parte del complesso architettonico Pampulha di Belo Horizonte.

Igreja de Sao Francisco de Assis - Candido Portinari

Due anni dopo, preoccupato per la situazione politica brasiliana, l’artista decise di candidarsi come deputato federale con il PCB. La sua campagna elettorale si basò sull’appoggio alla cultura, alla sindacalizzazione dei braccianti agricoli e, inoltre, dimostrò una particolare preoccupazione verso l’inflazione, il latifondo e l’integrazione.
Nel 1947, giocò di nuovo la carta politica candidandosi come Senatore. Il risultato non fu positivo anche perchè, secondo alcuni, l’artista sarebbe stato vittima di un broglio elettorale organizzato dagli stessi compagni di partito. Nel frattempo, il presidente Eurico Dutra intensificò la lotta al comunismo costringendo Candido a rifugiarsi in Uruguay.
L’anno seguente, dopo aver esposto a Montevideo l’opera A Primeira Missa no Brasil, il pittore ritornò nella sua terra natia per partecipare ad un’esposizione presso il MASP di San Paolo.
Nel 1949, Portinari ricevette l’inivito alla Conferenza Culturale e Scientifica per la Pace Mondiale di New York. Data la sua adesione al Partito Comunista Brasileiro, l’Ambasciata degli USA gli negò il visto e, oltre a ciò, venne invitato a comparire dinanzi la polizia per prestare dei chiarimenti.
Il 1950 fu un anno interessante per la vita dell’artista, oltre a visitare Chiampo (Veneto), città natale di suo padre, ricevette anche la Medaglia d’Oro della Pace per la sua opera Tiradentes durante il II Congresso Mondiale dei Sostenitori della Pace a Varsavia.


Tiradentes - Candido Portinari 

Nel 1952, su commissione del Banco da Bahia, Candido creò A Chegada de D. João VI à Bahia e, sempre durante lo stesso periodo, il Segretario Generale delle Nazioni Unite annunciò ufficialmente che il Brasile aveva fatto un’offerta per poter recuperare le due opere di Portinari che decoravano uno dei saloni della nuova sede dell’ONU.

A chegada de D. João VI à Bahia - Candido Portinari

Un anno dopo, l’artista venne ricoverato a Rio de Janeiro a seguito di un’emorragia intestinale. La diagnosi era un’avvelenamento da metalli pesanti, avuto a seguito del contatto con colori contenenti piombo, cadmio e argento.
Nel 1954, nel Museu da Arte de Sao Paulo, il pittore espose più di cento opere e, lo stesso anno, su decisione medica, gli fu proibito di dipingere per evitare avvelenamenti. L’artista affermò: “Mi è stato proibito di vivere”.
Nel ‘55, su commissione del Ministero degli Esteri Brasiliano, Candido si dedicò alla famosa Guerra e Pace, i cui studi vennero presentati alla III Biennale di San Paolo.
L’impegno venne premiato con una Medaglia d’Oro concessa dall’International Fine Arts Council di New York.
Un anno dopo, venne consegnata Guerra e Pace. L’opera, realizzata con olio su due pannelli di 14 m per 10 m, richiese 9 mesi e la collaborazione di Enrico Bianco e Rosalina Leao.

Guerra e Paz - Candido Portinari, fonte: patriciadedeus.com.br

Portinari, ancora, creò 22 illustrazioni a pastello per una raccolta di poemi firmati da Carlos Drummond de Andrade.
Nel 1957, presso la Maison de la Penseé Française a Parigi, venne organizzata un’esposizione individuale patrocinata dall’Ambasciata del Brasile. Lo stesso anno, vennero donati i pannelli Guerra e Paz all’ONU. Data la sua adesione al PCB, Candido non partecipò alla cerimonia ufficiale, ma venne rappresentato dall’ambasciatore Cyro de Freitas-Valle.
Durante lo stesso periodo, con Retalho de Minha Vida e Infancia, l’artista inaugurò la sua attività letteraria.
Nel 1958, presso la Galleria del Libraio di Bologna, l’artista presentò la sua prima mostra individuale nella terra natia dei genitori. Un anno dopo, partecipò all’esposizione itinerante Artistas Brasileiros na Europa, organizzata dal Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro ed illustrò il libro Menino de Engenho di José Lins do Rego, editato dalla Sociedade dos Cem Bibliófilos do Brasil. La V Biennale di san Paolo realizzò la retrospettiva dell’opera di Portinari con 127 opere.

Gaiola - Candido Portinari,  illustrazione de Menino de Engenho
Nel 1960, tra i vari problemi, un lieto evento: nacque la nipotina Denise, Candido, a tal proposito affermò:  “Mia nipote mi libererà dalla solitudine”. Ispirato dalla bellezza della fanciulla, l’artista iniziò a dedicarle delle opere pittoriche e poetiche e, sempre lo stesso periodo, venne pubblicato in Italia il libro Brasil – Dipinti di Candido Portinari.
Un anno dopo, in viaggio verso la Francia, venne bloccato alla frontiera e, dopo varie negoziazioni, ricevette un visto di 60 giorni su condizione di non fare dichiarazioni politiche. Di ritorno in Brasile, il suo stato di salute peggiorò e, nella Galeria Bonino di Rio de Janeiro, Candido organizzò la sua ultima esposizione. In seguito, realizzò Frevo e Peixes per il Pampulha Iate Clube e Pombas per un edificio parigino.
Il 6 febbraio del 1962, avvelenato dai metalli pesanti contenuti nei colori, il pittore si spense. La camera ardente venne allestita presso l’Edifício Sede do Ministério da Educação, attuale Palácio Gustavo Capanema.  Presenziarono alla cerimonia: l’ex-Presidente della repubblica Juscelino Kubitschek, Hermes Lima (rappresentando il Presidente Joao Gulart), i leader comunisti clandestini Luis Carlos Prestes e Carlos Marighela e il leader anticomunista e governatore dello Estado de Guanabara Carlos Lacerda. La Presidenza della Repubblica emise una nota con la quale dichiarava il lutto di tre giorni nell’Estado da Guanabara.  La salma dell’artista riposa nel Cemitério de São João Batista di Rio de Janeiro.

Commento critico (tratto da: Enciclopedia Itau Cultural)

Nel 1931, di ritorno dall’Europa, Portinari iniziò a lavorare dipingendo numerosi ritratti. L’artista, dunque, in sintonia con la tendenza del Ritorno all’Ordine (una corrente artistica europea successiva alla prima guerra mondiale che ripropose la centralità della tradizione e della storia, del classicismo e della fedeltà figurativa, del racconto e della celebrazione aulica, rifiutando gli estremismi dell'Avanguardia che aveva dominato fino al 1918 e ritornando quindi ad un tipo di ispirazione tradizionale) nella pittura internazionale, esplorò diverse poetiche nella ritrattistica.
Retrato de Maria, nella sua linearità, indica un avvicinamento all’opera di Modigliani e dei manieristi. Già il Retrato de Sofia Cantalupo rivelò l’influenza dell’immaginario metafisico, in un clima magico che è anche incontrato, per esempio, nel Retrato de Mario de Andrade.

Retrato de Maria - Candido Portinari

Retrato de Sofia Cantalupo - Candido Portinari

Retrato de Mario de Andrade - Candido Portinari
La produzione di Portinari era varia: presentava anche ricordi di Brodowski, giochi infantili e scene di circo. Le figure erano essenziali, senza visi, contrastando con l’immensità del paesaggio, nella quale predominavano i toni marroni (come in Futebol). Candido rivelava una forte preoccupazione sociale, cercando di captare i modelli popolari e di enfatizzare il ruolo dei lavoratori.
Come riportava lo storico Tadeu Chiarelli, Portinari, all’inzio della carriera, dichiarò di voler dipingere una tela caratteristicamente nazionale, basata sui tipi brasiliani, manifestando ammirazione per l’opera del pittore Almeida Junior. L’idea dell’artista, inoltre, incontrò appoggio dello scrittore e critico Mario de Andrade che difese la necessità di creare in Brasile un’arte nazionale e moderna. Come notò Chiarelli, secondo Mario de Andrade, Portinari non fu preoccupato nel ritrattare un solo Brasiliano, ma lo stereotipo del Brasiliano. Nel superare la pittura regionalista di Almeida Junior (che fu antecedente al modernismo),
Candido produsse un’opera con un carattere nazionale e moderno, non solo per i temi trattati ma anche per la sua grande qualità plastica.
Nei quadri O Mestiço e Lavrador de Café (entrambi del 1984) i personaggi erano dipinti in maniera monumentali e predominavano i toni marroni del paesaggio, dai quali si distaccavano i campi coltivati sul fondo. Anche in Café la figura umana acquisì forme scultoree robuste, come l’ingrandimento delle mani e dei piedi, un ricorso che rinforzava il legame dei personaggi con il mondo del lavoro e della terra.

O Lavrador de Café - Candido Portinari
Portinari, ancora, realizzò un congiunto di affreschi per il MEC, con tema legati ai cicli economici del paese. Le pitture recavano un chiaro richiamo alla poesia rinascimentale italiana e, soprattutto, un’ammirazione per l’opera di Piero della Francesa, deducibile dai gesti immobili dei personaggi e dallo sdoppiamento della figura in vari momenti lavorativi.
Portinari, inoltre, rivelò, sin dall’inizio della sua carriera, un grande interesse verso l’opera di Picasso, fascino che venne rinnovato nel 1940, quando vide, per la prima volta, Guernica. I suo lavori successivi, dunque, passarono a toccare le note della drammaticità, esprimendo la tragedia e la sofferenza umana in uno alla denuncia degli aspetti sociali brasiliani, così come dimostrato nella Serie Biblica e in Os Retirantes.
In tele come O Ultimo Baluarte e Massacre dos Inocentes, la presenza di Picasso era notabile dall’uso dei colori grigi, dalla teatralità dei gesti, dalla creazione di uno spazio astratto, dalla deformazione, e dallo shock costante tra la figura e lo sfondo.

O Ultimo Baluarte - Candido Portinari

Massacre dos Inocentes - Candido Portinari

Nella serie Retirantes, al contrario, era presente una drammaticità più controllata e uno stile espressionista. Le tele, poi, erano costruite con pennellate larghe in composizioni piramidali con toni grigi e terrificanti che mettevano in risalto la personalità della rappresentazione. L’artista, in particolare, esprimeva la tragedia dell’emigrante nordestino tramite i gesti contratti delle mani e le lacrime di pietra.  C’era una disarticolazione delle figure, realizzate in un ritmo definito dalle linee nere, con uno sfondo che, in alcune opere, tendeva all’astrazione.

Os Retirantes - Candido Portinari

Nel 1941, Portinari dipinse i pannelli per la Library of Congress in Washington con temi della storia del Brasile. Realizzati con la tempera e molto luminosi, le opere avevano come protagonisti, ancora una volta, i lavoratori.
Negli anni ‘50, seppur non rinunciando ai ricordi dell’infanzia, al dramma del popolo e ai paesaggi, i colori ritornarono nelle opere dell’artista. Le tele, dunque, vennero caratterizzate dell’astrazione geometrica.
Quando tra il 1953 e il 1956 realizzò Guerra e Paz, il pittore espresse un riassunto della sua traiettoria artistica in termini di iconografia: erano presenti la madre con il figlio defunto, gli emigranti nordestini e i ragazzini di Brodowski.

Omaggi, titoli e premi:

  • 1940 – Chicago – L’Università di Chicago pubblica il primo libro sul pittore, Portinari: His Life and Art, con introduzione dell’artista Rockwell Kent;
  • 1946 – Paris – Legione d’Onore concessa dal Governo Francese;
  • 1955 – New York – Medaglia d’Oro per Tiradentes;
  • 1950 – Varsóvia – Medaglia d’Oro come miglior pittore dell’anno, concessa dall’International Fine Arts Council;
  • 1956 – New York – Premio Guggenheim di Pittura, concesso in occasione dell’inaugurazione di Guerra e Paz nellaa sede dell’ONU di New York;
  • 2012 - Rio de Janeiro - Tema Enredo da Escola Mocidade Independente de Padre Miguel - "Por ti , Portinari, Rompendo a tela, A realidade"

Tele più famose:

Via Sacra (4 delle 14 tele totali) - Candido Portinari, fonte:  blog do Liberato

Via Sacra (4 delle 14 tele)

Jesus e Os Apostolos - Candido Portinari

Jesus e Os Apostolos

Sagrada-Família - Candido Portinari

A Sagada Familia

A Fuga para o Egito - Candido Portinari

Fuga para o Egito

O Batismo  - Candido Portinari

O Batismo

Martírio de São Sebastião - Candido Portinari

Martírio de São Sebastião

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O Sapateiro de Brodowski

 Espantalho - Candido Portinari

Espantalho

menino-com-piao

Menino com Pião

As Lavadeiras - Candido Portinari

Lavadeiras

Menino com Carneiro - Candido Portinari

Menino com Carneiro

Cena Rural - Candido Portinari

Cena Rural

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A Primeira Missa no Brasil

São Francisco de Assis - Candido Portinari

São Francisco de Assis

Santa Ceia - Candido Portinari

Santa Ceia

Futebol - Candido Portinari

Futebol

Meninos Soltando Pipa - Candido Portinari

Meninos Soltando Pipa

Fonti:

  1. João Candido Portinari fala sobre o Projeto Portinari e sua trajetória (30 de março de 2012): http://redeglobo.globo.com/globouniversidade/noticia/2012/03/joao-candido-portinari-fala-sobre-o-projeto-portinari-e-sua-trajetoria.html
  2. Candido Portinari Klick Educação UOL – Educação: http://educacao.uol.com.br/biografias/klick/0,5387,1875-biografia-9,00.jhtm 
  3. A vida: Candido Portinari: http://museucasadeportinari.org.br/candido-portinari/a-vida
  4. ABREU, Alzira Alves de. Dicionário Histórico-Biográfico Brasileiro. Rio de Janeiro; Fundação Getúlio Vargas; 2004.
  5. Candido Portinari, Galeria de Arte André. Acesso em 15/12/2013
  6. Candido Portinari: o político, Secretaria de Cultura do Estado de São Paulo.
  7. Guerra e Paz, de Portinari, são exibidos pela primeira vez em São Paulo. Os dois painéis estavam localizados no hall de entrada da Assembleia Geral da ONU, em Nova York . Opera Mundi: http://operamundi.uol.com.br/conteudo/noticias/19731/guerra+e+paz+de+portinari+sao+exibidos+pela+primeira+vez+em+sao+paulo.shtml
  8. Projeto Portinari: http://www.portinari.org.br/#/pagina/candido-portinari/cronologia
  9. Candido Portinari, Enciclopedia Itaù Cultural: http://enciclopedia.itaucultural.org.br/pessoa10686/candido-portinari
  10. G.C. Argan, L'arte moderna, Sansoni, (Firenze, 1970)

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