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Antonio Gonçalves Dias, il creatore del linguaggio poetico romantico brasiliano

Antonio Gonçalves Dias nacque a Caixas, nel Maranhao, figlio di padre portoghese e madre cafuza (discendente di Indios e Africani). Studiò a Coimbra e si laureò in diritto nel 1844. Tornato in Brasile, divenne docente e ricoprì funzioni pubbliche, inclusa la diplomazia in Europa. Morì sulla costa del Maranhao, a causa del naufragio della nave che lo portò in Europa per delle cure mediche.
Il suo primo libro, Primeiros Cantos, fu pubblicato a Rio de Janeiro nel 1846. Diviso in due parti, si apre con una sezione di sei poesie, sotto la denominazione di Poesias americanas; le restanti poesie, quasi quaranta, sono sotto la rubrica Poesias Diversas. L' opera ottenne il plauso della critica: il poeta, storico e romanziere portoghese Alexandre Herculano riconobbe in Gonçalves un grande poeta e vide in lui il progresso letterario in Brasile, lamentando solo l'esiguo numero delle Poesias Americanas
Di fatto, ciò che era solo un programma nella generazione precedente, diventò, nell' opera di Gonçalves, una realizzazione concreta, essendo il letterato il creatore del linguaggio poetico romantico brasiliano. La poesia che apre Os Primeiros Cantos,  Cançao do Exilio, non solo è il più conosciuto poema brasiliano,
non solo è il primo, da Tomas Antonio gonzaga, a recuparare un tono che, senza essere volgare, è colloquiale e con una musicalità delle parole da rimanere incantati; ma si aggiunga a queste caratteristiche anche un forte sentimento di attaccamento alla terra natale e un' immensa diffusione del poema ( alcuni versi furono ripresi dall' Inno Nazionale; la poesia ispirò anche la canzone dei combattenti brasiliani della Seconda Guerra Mondiale)
Tuttavia, paradossalmente, l'autore della maggior parte dei versi che si è abituati a definire come brasiliani è, tra i romantici, quello che più mantenne un intimo legame con il lirismo iberico. Il gusto per il vocabolo arcaico, per la tematica medioevale e per la costruzione ricercata rivelano, ad ogni passo, i frutti della sua convivenza con i romantici portoghesi. Di questa convivenza sono figlie le Sextilhas de Frei Antao che Gonçalves pubblicò nei Segundos Cantos. Si tratta di un'opera unica del romanticismo brasiliano, tanto per il linguaggio, quanto per l'argomento. Scrivendo in un portoghese antico, il poeta diventa un certo Frei Antao di Santa Maria de Neiva che canta in lunghi poemi le eccellenze della vita portoghese nell'epoca d'oro della nazione. Questa fedeltà alla letteratura dell'antica metropoli - e anche all'accento lusitano - finì per sconcertare i contemporanei più nazionalisti che tuttavia mantennero, in linee generali, le bandiere alzate per Gonçalves.
L'indianismo del poeta diede alla luce alcune delle opere prime della poesia in lingua portoghese: I-Juca-Pirama, Leito de Folhas Verdes, Marabà e Cançao do Tamoio. Tutte pubblicate negli Ultimos Cantos che, seguendo l' esempio dei Primeiros, furono divise in Pesias Americanas e Diversas
Per comprendere appieno l'indianismo di Gonçalves, basta rifarsi alla prefazione del 1939 ai Suspiros Poeticos e Saudades di Sergio Buarque de Hollanda. Lo studioso afferma che la principale differenza tra l'indianismo di Magalhaes nella Confederaçao dos Tamoios e quello di Gonçalves Dias è che, mentre Magalhaes vede nell'indianismo parte della sua lotta per estrirpare le condizioni poste dai Portoghesi in Brasile, Gonçalves Dias fa "un'arte disinteressata, dove le passioni valgono per ciò che sono e per la bellezza dei contrasti".

Opere:
  • 1843: Canção do exílio
  • 1843: Patkull
  • 1846: Primeiros cantos
  • 1846: Meditação
  • 1846: O Brasil e Oceania
  • 1848: Segundos Cantos
  • 1848: Sextilhas de Frei Antão
  • 1846: Seus Olhos
  • 1857: Os timbiras
  • 1851: I-Juca-Pirama
  • 1858: Dicionário da Língua Tupi, chamada língua geral dos indígenas do Brasil
  • 1859: Segura o Índio Louco
Traduzioni in italiano:

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