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La crisi della Prima Repubblica

Tiradentes Esquartejado, Pedro Americo


Sin da prima della Proclamação da República Brasileira, i critici della generazione più recente, guidati da Gonzaga Duque, attaccarono l'operato dell' 
Academia Imperial de Belas Artes. Gli artisti non condividevano i valori trasmessi dall'istituzione, definendoli utopici, anemici, sfasati, ma, soprattutto, servili allo Stato, dipendenti dalle correnti europei e, di conseguenza, poco sensibili ai tempi moderni e alla cultura nazionale. 
Gli studiosi contemporanei, tuttavia, tendono a considerare questi giudizi come superati e restituiscono al progetto accademico imperiale la propria importanza didattica. Il circolo di Duque, infatti, commise l'errore di non contestualizzare il progetto nel particolare periodo storico caratterizzato dalle enormi difficoltà di rinnovamento in larga scala a causa dell'eredità barocca, ancora vivente in alcune regioni isolate rispetto alla capitale.
Nel 1889, l'avvento della Repubblica inaugurò la crisi: la direzione dell'Academia fu assunta da Rodolfo Bernardelli, il quale la trasformò nella Escola Nacional de Belas Artes. Il nuovo direttore fu accusato di malversazione, chiuse molte gallerie, scelse i professori unicamente in base all'appoggio che otteneva e modificò lo statuto; in pochissimo tempo le classi si svuotarono. 
L'operato di Bernardelli fu criticato a voce alta da parte di un gruppo di contestatori, i quali gridavano: "Ha trasformato la Escola de Belas-Artes in una fiera".
Il nuovo Stato repubblicano adoperò immediatamente la pittura come mezzo di diffusione dei propri nuovi valori: l'iconografia di stampo monarchico fu riciclata tramite l'impiego di personaggi ed estetiche più attuali che, proponendo gli ideali della modernità, della democrazia e del progresso, interruppero la continuità con il passato.
Tale stato di cose favorì sia l'evoluzione dei vecchi accademici, come Pedro Americo, autore della raffigurazione Tiradentes EsquartejadoManuel Lopes Rodriguesautore di Alegoria da República (opera di grande impatto nel nuovo ordine) che l'emersione di nuovi nomi, quali Rodolfo Amoedo, Henrique Bernardelli, Eliseu Visconti e Antônio Parreiras.

Alegoria da Republica, Lopes Rodrigues
Nel 1930, la Escola Nacional fu incorporata alla Universidade Federal do Rio de Janeiro rinunciando, così, alla propria indipendenza.
La crisi istituzionale ed estetica, tuttavia, sfociò in un ripensamento di concetti ed obiettivi: l'Academia abbandonò l'ottica monarchica per abbracciare il nuovo sistema repubblicano, pervaso da un'atmosfera sociale imborghesita, poliedrica e fervente, con le città in rapida crescita e il progresso galoppante.
Nel bel mezzo di tale periodo turbato, emerse la varia e vigorosa produzione pittorica di alcuni artisti, tra i quali: Pedro Alexandrino BorgesArthur Timótheo da CostaHelios SeelingerCarlos ChambellandRodolfo ChambellandGeorgina de AlbuquerqueAntônio Garcia BentoBelmiro de Almeida, Leopoldo Gotuzzo e, principalmente, Eliseu Visconti, tutti portavoce della diversità di tendenze dell'epoca, come il Realismo,  l'Impressionismo, il Simbolismo, l'Ecletismo e l'Art nouveau. I nuovi talenti aprirono le porte ad un'enorme quantità di inediti campi formali nella pittura, accelerando così le trasformazioni in direzione di un nuovo ordine di valori identificato posteriormente nel Modernismo.
Retrato de Abigail Seabra aos 12 anos de idade, Belmiro de Almeida
Al di fuori del centro del paese, invece, sono da ricordare: Jerônimo José Telles Júnior, paesaggista nel Pernambuco, Manuel Lopes Rodrigues a Bahia, Rosalvo Alexandrino de Caldas Ribeiro, insegnante in Alagoas, Benedito Calixto, artista di San Paolo.
Particolarmente importanti furono Pedro Weingärtner e Antônio Cândido de Menezes, due artisti di Rio Grande do Sul molto attivi con una solida formazione accademica. 
Tempora mutantur, Pedro Weingärtner



Bibliografia:
  • Duque Estrada. A Arte Brasileira: Progresso VII: Belmiro de Almeida. Rio de Janeiro: H. Lombaerts, 1888
  • Quírico, Tamara. Comentários e críticas de Gonzaga Duque a Pedro Américo. IN 19&20 - A revista eletrônica de DezenoveVinte. Volume I, n. 1, maio de 2006
  • Eulálio, Alexandre. O Século XIX. In Tradição e Ruptura. Síntese de Arte e Cultura Brasileiras. São Paulo: Fundação Bienal de São Paulo, 1984-85. pp. 118-119
  • Costa, Batista da, citado por Freire, Laudelino Oliveira, Op. cit.
  • Salgueiro, Valéria. A arte de construir a nação: pintura de história e a Primeira República. IN Revista de Estudos Históricos. Rio de Janeiro, n.º 30, 2002. pp. 1-7
  • Silva, Raul Mendes. O Século XIX. IN Silva, Raul Mendes (coord). Sociedade e Natureza na História da Arte do Brasil. Rumo Certo, 2007.

Item Reviewed: La crisi della Prima Repubblica Rating: 5 Reviewed By: Gianluigi D'Agostino