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Belèm do Parà e il periodo della Cabanagem

Belém durante la Cabanagem, anno 1835

Con il termine Cabanagem si definisce il movimento di rivolta esistito tra il 1835 e il 1840 nell’Imperio do Brasil, precisamente nell’allora provincia del Grão-Pará. La regione, vessata da uno scenario di miseria estrema e pestilenza, era interessata da molte ribellioni, tenute in vita anche dal totale disinteressamento da parte del Principe Regente.
Le lotte erano finalizzate alla cacciata di tutti i sostenitori della permanenza del Grao-Parà come colonia portoghese. I malcontenti, tuttavia, non si limitavano solo a questo: gli esponenti delle élite locali, ancora, lamentavano la loro estromissione dalla scena politica del Governo Brasiliano dopo l’indipendenza del Brasile.

Le rivolte

Nel mese di giugno del 1831, a Belém, vi fu una piccola rivolta delle truppe militari nella prigione di Batista Campos. La reazione, una spia dell’indignazione generale, portò, nel 1833, alla creazione di una federazione da parte di un gruppo organizzato.
Bernardo Lobo de Sousa, l’allora Presidente della Provincia, messo al corrente della criticità della situazione, tentò un’aspra politica repressiva.
Nel 1834, come provocazione, Batista Campos pubblicò una lettera di Romualdo de Sousa, vescovo del Parà, il quale non condivise l’operato di alcuni politici della provincia.
Il Presidente, trattandosi di una pubblicazione non autorizzata, decise di dare la caccia a Campos, il quale riuscì a nascondersi nella fattoria del suo amico Clemente Malcher.
La fazenda, a partire da quel momento, diventò un punto di riunione e di pianificazione strategica tra i fratelli Vinagre (Manuel, Francisco Pedro e Antônio), Malcher e il giornalista Eduardo Angelim. I leader riuscirono a creare un contingente di ribelli, che, il 3 novembre dello stesso anno, venne messo in fuga, mentre Manuel Vinagre venne ucciso, Clemente fu arrestato e Batista Campos morì per delle circostanze piuttosto strane (a seguito di una ferita infetta causata da un taglio mentre si radeva).
Nonostante tutto, i rivoluzionari non si fecero intimidire e, all’alba del 7 gennaio 1835, la caserma militare e la sede del Governo di Belém vennero occupati da tapuios, cabanos, neri ed indios, tutti capeggiati da Antonio Vinagre.
I riottosi, in meno di un giorno, riuscirono a conquistare Belém: il Presidente della Provincia Loubo de Souxa venne assassinato e, al suo posto, venne nominato Felix Antonio Clemente Malcher, intanto che Francisco Vinagre diventava il nuovo Comandante das Armas.
Il Governo Cabano, tuttavia, non durò molto tempo, Antonio Clemente – tenente colonnello, latifondista e titolare di zuccherifici – ben presto, venne identificato con il gruppo delle classi contrastate.
Francisco Vinagre, Eduardo Angelim e i Cabanos, dunque, decisero di prendere le distanze. La rottura ufficiale si ebbe quando Malcher ordinò di arrestare Angelim.
L’episodio sfociò in una battaglia tra le truppe dei due schieramenti, il risultato fu la disfatta del presidente, il cui cadavere venne trascinato per le strade di Belém.
Francesco Vinagre sostituì Malcher, ma il suo mandato durò molto poco perchè venne spinto a consegnare pacificamente lo scettro a Manuel Jorge Rodrigues in cambio dell’amnistia per i rivoluzionari
I riottosi, non fidandosi della trattativa, si nascosero nell’entroterra. Jorge Rodrigues, come previsto, non mantenne gli accordi e ordinò di arrestare Vinagre. I Cabanos, indignati, si radunarono e attaccarono di nuovo Belém il 14 agosto. Dopo 9 giorni di battaglie e dopo la morte di Antonio, i rivoluzionari conquistarono di nuovo la capitale, nominando Eduardo Angelim presidente.
L’élite locale soffrì molto la presenza cabana, ma la mancanza di misure concrete volte al consolidamento del governo ribelle fu un punto debole molto grave.
L’impero, oramai stanco della situazione, nominò, nel mese di marzo 1836, il brigadiere Francisco José de Sousa Soares de Andréa come nuovo Presidente del Grao–Parà, ordinando la guerra totale contro i cabanos.
A febbraio, quattro navi da guerra si avvicinarono a Belém, pronte ad attaccare la città, oramai già sconfitta dal disordine, dalla fame e dal vaiolo. Nel frattempo, Eduardo Angelim e gli altri leader stavano negoziando la fuga. 
Nonostante l’assedio da parte delle forze dell’Impero, i leader e parte dei Cabanos riuscirono a scappare.
Il brigadiere de Andréa, conscio del pericolo di lasciar in circolazione un individuo come Eduardo, setacciò tutta la regione. Nel mese di ottobre 1836, il leader cabano venne trovato, con sua moglie, in un rudere. Immediatamente fu condotto nella fortezza di Barra e, poi, a Rio de Janeiro e a Fernando de Noronha.
L’imperio nominò, come presidente, il barone di Caçapava, il quale continuò a combattere la Cabangem sino al 1840. Il bilancio fu sconvolgente: circa il 40% delle persone persero la vita nei conflitti.
In omaggio ai valorosi uomini del movimento Cabano venne eretto il Memorial da Cabanagem, un monumento situato all’ingresso della città di Belém e progettato da Oscar Niemeyer.

Memorial da Cabanagem - Oscar Niemeyer, fonte: jaderbarbalho.com

Fonti

  1. "A hora da desforra", por Júlio José Chiavenato, Revista História Viva, nº 45, páginas 84-91Editora Duetto
  2. http://educacao.uol.com.br/disciplinas/historia-brasil/cabanagem-1835-1840-rebeliao-tem-fim-sangrento-no-periodo-regencial.ht
  3. REIS, Marcos. Cabanos, a História. Belém: Maguen, 2011.
  4. CHIAVENATO, Júlio José. Cabanagem, o povo no poder. São Paulo: Brasiliense, 1984.
  5. CHIAVENATO, Júlio José. As lutas do povo brasileiro. São Paulo: Moderna, 1988.
  6. CHIAVENATO, Júlio José. As lutas do povoado contra os elites. são paulo: moderno, 1989

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