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Oscar Niemeyer, biografia e opere

Oscar Niemeyer

Oscar Ribeiro Teomar de Almeida Niemeyer Soares Filho nacque a Rio de Janeiro il 15 dicembre del 1907, è attualmente ritenuto uno dei maggiori architetti esistenti, nonchè uno dei responsabili dello sviluppo del Modernismo in Brasile e all’estero.
Niemeyer raggiunse l’apice del successo con la progettazione degli edifici istituzionali a Brasilia, nonché per il contributo dato alla progettazione della sede delle Nazioni Unite a New York.
La plasticità delle forme data ad un materiale rigido come il cemento armato, influenzò enormemente l’architettura del XX e XXI secolo.
Oscar, inoltre, più volte affermò di essersi ispirato a Le Corbusier, ma di una forma tale da non impedire che la sua opera seguisse una strada autonoma e differente.

Biografia

Figlio di Oscar de Niemeyer Soares e Delfina Ribeiro de Almeida, Oscar Niemeyer nacque nella Rua Passos Manuel del Bairro de Laranjeiras, una strada che poi prese il nome di suo nonno Antônio Augusto Ribeiro de Almeida, Ministro do Supremo Tribunal Federal. L’architetto fu sempre influenzato dalla condotta onesta del nonno nella vita pubblica il quale, come eredità, gli lasciò la casa di residenza e dove, di domenica, faceva celebrare una messa in suffragio per riconoscenza.
Niemeyer passò il suo periodo giovanile senza preoccupazioni e tra la mondanità, frequentando il Café Lamas, il Clube do Fluminense e Lapa. Descriveva così quel periodo: “sembrava che eravamo in vita per divertirci, che fosse stata una passeggiata”.
Nel 1928, dopo aver terminato il Colégio Santo Antônio Maria Zaccaria, si sposò con Annita Baldo. La cerimonia avvenne in chiesa e Oscar affermò, in ossequio al proprio ateismo, che la sua scelta era una pura formalità per far felice la consorte, profondamente religiosa.
Un anno dopo, si immatricolò al corso di laurea in Ingegneria e Architettura della Escola Nacional de Belas Artes di Rio de Janeiro. Per sostenere economicamente la famiglia e la piccola Anna Maria, nel 1932, l’architetto iniziò a lavorare nella tipografia del padre.

Oscar Niemeyer e consorteOscar con la famigliaDurante la Seconda Guerra Mondiale, Niemeyer condivise le novità introdotte nella Escola Nacional de Belas Artes dal Presidente del Corso Lucio Costa. Costa, in particolare, tra il 1930 e il 1931, rimodellò il corso tenendo conto dei principi modernisti presenti in Europa. La nuova corrente influenzò gli studenti, alcuni dei quali diventarono dei grandi nomi nell’ambito del modernismo brasiliano. Durante il terzo anno di corso, Oscar, invece di dedicarsi al tirocinio presso una impresa edile, decise di lavorare gratuitamente nello studio di Lucio Costa, Gregori Warchavchik e Carlos Leão, fino a laurearsi nel 1934.
Il contatto con i professionisti fu molto importante per la maturazione professionale di Niemeyer. Lucio, infatti, dopo una prima affinità con il movimento neo-coloniale, intese che solo lo stile moderno inaugurato in Europa era l’unica manifestazione autentica di un’architettura contemporanea. I suoi scritti circa la semplicità tecnica che univa la tradizionale architettura coloniale brasiliana ai principi modernisti
funse da base teorica per grandi nomi dell’architettura postuma, come:
Affonso Eduardo Reidy, Jorge Machado Moreira e Niemeyer stesso.
Le idee di Le Corbusier, ideatore dell’architettura moderna europea, invece, furono la base iniziale dei lavori di Niemeyer. L’uso di materiali nuovi, abbinati a nuove tecniche di costruzione, si manifestarono in tutta l’opera di Oscar.
Nel 1935, l’architetto carioca venne assunto dallo studio di Costa.

La laurea di Niemeyer
Niemeyer nello studio di Lucio Costa

Nel 1936, a 29 anni, Lucio venne contattato dall’allora Ministro dell’Educazione Gustavo Capanema per progettare la nuova sede del Ministério da Educação e Saúde di Rio de Janeiro. Sebbene Costa fosse convinto della modernità architettonica necessaria, ancora aveva bisogno di un utilizzo abile di questo linguaggio e, allora, riunì un gruppo di giovani architetti (Carlos Leão, Affonso Eduardo Reidy, Jorge Moreira e Ernani Vasconcellos) per progettare l’edificio. 
L’incarico aveva un’importanza particolare visto che era stato inserito nel contesto politico Estado Novo, un progetto di Getulio Vargas che faceva dell’architettura uno strumento per illustrare il nuovo percorso che stava prendendo il Brasile, una trasformazione epocale da potenza agricola esportatrice di caffè in paese industrializzato.
Costa coinvolse anche Le Corbusier, mentre Niemeyer, inizialmente non inserito nell’equipe, dopo aver insistito tanto, riuscì a farne parte. Durante il periodo della permanenza di Le Carbusier a Rio, Oscar venne scelto par aiutarlo, quest’occasione gli permise di essere a stretto contatto con il maestro svizzero. Dopo la sua partenza, Niemeyer decise di apportare delle modifiche ai disegni, aspetti che impressionarono Lucio Costa al punto da dar la prevalenza ai suoi progetti. Gradatamente, l’architetto carioca diventò importante nel gruppo fino a quando, nel 1939, ne assunse il comando.
Il Ministerio, quando venne ultimato nel 1943,  dimostrò, in maniera pratica, gli elementi che diventarono la base del modernismo architettonico brasiliano. Il gruppo decise di impiegare materiali tradizionali come le piastrelle portoghesi, insieme  ad un rivoluzionamento del brise-soleil corbusiano, ai colori azzardati e ai giardini pensili di Burle Marx. I locali, inoltre, furono adibiti ad un’esposizione permanente delle opere dei maggiori artisti modernisti brasiliani, quali: Portinari, Alfredo Ceschiatti e Roberto Burle Marx. L’edificio è considerato il primo grande marchio dell’Architettura Moderna in Brasile, nonchè uno dei maggiori del XX secolo.
Nel 1937, Oscar venne invitato da un parente a progettare l’Obra do Berço, un istituto filantropico creato per ospitare giovani madri. L’Obra fu il primo progetto dell’architetto e portava con sé le chiare influenze di Le Corbusier:

I 5 elementi corbusiani

Durante la costruzione, Oscar era all’estero e, al suo ritorno, notò che il brise-soleil era stato montato impropriamente, senza che proteggesse gli interni dal sole. Decise, allora, di pagare di tasca propria le modifiche. La Obra do Berço venne inaugurata nel 1938 e ancora oggi svolge la sua funzione.
Nel 1939, a 32 anni, l’architetto partecipò al concorso per la  progettazione del padiglione brasiliano della Fiera Mondiale di New York. Sebbene Costa avesse vinto per aver presentato un progetto che, secondo la giuria, sarebbe stato più nazionalista,
Lucio stesso affermò che l’opera di Niemeyer, data la sua radice moderna e azzardata, era migliore e propose a quest’ultimo una collaborazione.
Eseguito con Paulo Lester Wiener, responsabile per gli interi e gli stand, la struttura era simile al padiglione francese, ma, nel proporre una dimensione più piccola è più delicata, contrastava con la sua pesantezza. Costa spiegò che il Pavilhao brasiliano adottò una soluzione di grazia ed eleganza, leggerezza e fluidità, con un piano aperto, curve e pareti libere che chiamò joniche, contrastando l’architettura purista dell’epoca, definita dorica.
Impressionato per il design avanguardista, il sindaco Fiorello La Guardia concesse a Oscar la chiave della città, confermando, così, come il Brasile si stesse affermando nell’ambito dell’Arquitetura Modernista Internacional.

Ministério da Educação e Saúde di Rio de Janeiro

A Obra do Berco - Oscar Niemeyer

Nel 1940, a 22 anni, Niemeyer conobbe Juscelino Kubitschek, l’allora sindaco di Belo Horizonte. Kibitschek, d’accordo con il governatore Benedito Valadares, voleva creare una nuova periferia a nord della città chiamandola Pampulha. Oscar progettò, allora, una serie di edifici che vennero conosciuti come il Conjunto Arquitetônico da Pampulha. Il complesso includeva: un casinò, un ristorante con sala da ballo, uno yot club, un campo da golf e una chiesa, tutti distribuiti intorno ad un lago artificiale. Niemeyer disegnò anche una casa per il fine settimana del sindaco.
Tutti gli edifici furono conclusi nel 1943 e ricevettero l’acclamazione internazionale dopo l’esposizione Brazil Builds presso il Museo di Arte Moderna di New York. La maggior parte delle costruzioni dimostrava una particolare influenza dello stile di Le Corbusier, solo il casinò, con la sua facciata relativamente rigida, dimostrava un allontanamento dai principi corbusiani a favore delle curve. L’architetto carioca, inoltre,
impiegando il concetto di promenade architecturale, disegnò delle rampe fluttuanti che guidavano le persone lungo percorsi con bellissime viste verso il paesaggio.
Il piccolo ristorante (Casa do Baile) fu costruito su un’isola artificiale ed era formato da un blocco approssimatamene circolare a partire dal quale si apriva una tettoia che seguiva il contorno dell’isola. Sebbene la forma libera fosse stata applicata anche da Le Carbosier, l’utilizzo all’aria aperta, tuttavia, era un’invenzione di Niemeyer.
Con tale innovazione, la gerarchia interno/esterno si diluiva, sebbene l’orientamento fosse costantemente seguito dalla maggior parte degli architetti modernisti.
La costruzione in forma libera, insieme al tetto farfalla usato nello Yot Club e nella casa di Kubitschek diventarono una grande tendenza dell’epoca.

Casa do Baile - Oscar Niemeyer, Belo Horizonte

Museu de Arte da Pampulha - Oscar Niemeyer, Belo Horizonte

L’opera prima del complesso, tuttavia, era la chiesa di São Francisco de Assis. Quando fu costruita, il cemento armato era ancora utilizzato in maniera tradizionale. Perret a Casablanca e Maillart a Zurigo avevano già iniziato a sperimentare le forme plastiche. La decisione di utilizzare tale materiale economico per la realizzazione di una chiesa, rivoluzionò l’epoca, soprattutto per la creazione di curve. Il tutto venne completato dalle decorazioni in ceramica di Portinari e dalle opere murali di Werneck, facendo dell’edificio un’opera d’arte.
Il tempio cristiano, nonostante la sua bellezza oggettiva, fu il primo edificio modernista a non essere accettato in Brasile: le autorità cattoliche conservatrici si opposero alla consacrazione della chiesa per il suo aspetto inusuale e, in parte, per le raffigurazioni di Portinari che possedevano tratti astratti, con un cane che fungeva da lupo al lato di San Francesco d’Assisi.
Pampulha, affermava Niemeyer, gli offrì l’opportunità di sfidare la monotonia dell’architettura contemporanea, l’onda del funzionalismo interpretato male che la limitava e i dogmi di forma e funzione dell’epoca, fattori che contrastavano la libertà plastica che il cemento permetteva.
L’esperienza, ancora, inaugurò le prime collaborazioni tra Niemeyer e Roberto Burle Marx, considerato, quest’ultimo, il maggiore paesaggista del XX.

Igreja de São Francisco de Assis - Oscar Niemeyer, Belo Horizonte

Igreja de São Francisco de Assis, decorazioni in ceramica di Portinari - Belo Horizonte

Con il successo di Pampulha e della esposizione Brazil Builds, Niemeyer raggiunse la fama internazionale. L’architettura, allora, sviluppò uno stile brasiliano, con le sue preoccupazioni moderniste, come il criterio secondo il quale la forma segue la funzione. Niemeyer mise in crisi lo stretto purismo, manipolando scala e proporzioni più liberamente, soluzioni che gli permisero di risolvere programmi e problemi complessi con piante semplici e intelligenti.
Durante quest’epoca, il professionista lavorò anche nel mercato immobiliare di San Paolo per conto del Banco Nacional Imobiliario. I progetti degli edifici Montreal, Triângulo, Califórnia e Eiffel, infatti, erano nati dal suo studio paulistano, sotto la supervisione dell’architetto Carlos Lemos, responsabile anche dell’ultimazione e dell’accompagnamento dei lavori del Copan.
Sempre agli inizi degli anni ‘40, Niemeyer ricevette due incarichi da Francisco Inácio Peixoto: una casa e un collegio a Cataguases. Il progetto della residenza di Chico Peixoto e il Colegio Catagueses, inaugurati nel 1949, portarono il piccolo centro tra i punti di riferimento dell’Architettura Moderna, attraendo molti visitatori. Entrambe le opere ospitavano i giardini disegnati da Roberto Burle Marx. Il Colegio aveva murales firmati da Paulo Werneck e Cândido Portinari, mentre la casa portava con sè la profonda influenza del lavoro di Lucio Costa che combinava strutture moderne con elementi coloniali (tegole d’argilla e infissi con colori vivaci).
Nel 1947, a 40 anni, Niemeyer ritornò a New York con l’incarico di far parte dell’equipe internazionale ingaggiata per progettare la sede dell’ONU. Lo schema numero 32 firmato dall’architetto carioca venne approvato dal consiglio dei progettisti, ma Oscar finì per cedere alle pressioni di Le Corbusier e, insieme, presentarono il progetto 23/32 (sviluppato con Bodiansky e Weissmann) che manteneva la disposizione generale di Niemeyer, ma la grande assemblea venne posizionata al centro da Corbusier perchè, a suo avviso, era gerarchicamente più corretto.
A prescindere dall’insistenza dell’architetto svizzero, lo schema 23/32, approvato dal consiglio d’amministrazione, venne realizzato da Wallace Harrison e Max Abramovitz. 
Il soggiorno negli USA diede la possibilità a Oscar di progettare la residenza Burton G. Tremaine, uno dei suoi più azzardati progetti residenziali. Nel bel mezzo di giardini esuberanti ideati da Burle Marx, l’abitazione rappresentava una grande apertura, ideata per un’esperienza di vita totalmente vicina all’Oceano Pacifico californiano.
Niemeyer lavorò poco negli USA, data la sua fede comunista che, in varie occasioni, gli impedì di ottenere un visto, come nel 1946, quando fu invitato ad insegnare nell’Università Yale. Nonostante ciò, nel 1949, ricevette il titolo di Membro Onorario dell’Accademia Americana di Arti e Scienze.

Sede dell'ONU - New York

Nel 1950, uscì negli USA il primo libro sui progetti dell’architetto carioca: curato da Stamo Papadaki, si chiamava The Work of Oscar Niemeyer e contribuì notevolmente al lancio della carriera internazionale. 
Lo stesso anno, fu invitato a progettare il Parque Ibirapuera di San Paolo in occasione dei 400 anni della città. La struttura consisteva in vari padiglioni con portici interconnessi tramite una gigantesca copertura a forma libera, aspetto che poi venne modificato a causa di ragioni economiche. Gli edifici, inoltre, vennero costruiti adottando delle soluzioni originali anche nelle strutture, esempio ne erano i pilastri di diverse forme, come quelli a V e W, questi ultimi utilizzati nel Conjunto Governador Juscelino Kubitschek (1951), due grandi edifici che ospitano circa mille appartamenti. Tale progetto si basava su un altro anteriore riguardante l’hotel-appartamento Quitandinha di Petrópolis, mai realizzato. Con 33 piani e più di 400 metri di estensione, abbracciava 5’700 unità con servizi comuni, come negozi e scuole, essendo una rivisitazione di Niemeyer del programma sviluppato da Le Cosrbusier nella sua Unité d'Habitation di Marsiglia.

Parque Ibirapuera di San Paolo - Oscar Niemeyer

Pilastri a W utilizzati da Oscar Niemeyer

Un programma simile venne realizzato nel centro di San Paolo con l’edifico Copan, un vero e proprio microcosmo destinato parzialmente anche ad abitazione, garantendo, così, spazi centrali anche alle persone che, all’epoca, vivevano in zone periferiche.
Nel 1953, a 46 anni, Oscar venne scelto come rettore della Scuola di Design dell’Università di Harvard, ma il suo orientamento politico causò nuovamente problemi. 
Un anno dopo, progettò l’Edifício Niemeyer nella Praça da Liberdade a Belo Horizonte. La costruzione aveva una pianta totalmente libera e ricordava il grattacielo che Mies Van Der Rohe disegnò nel 1922, ma, a differenza di quest’ultimo, Oscar utilizzò un materiale diverso rispetto al vetro. Nella stessa piazza, l’architetto carioca creò la Biblioteca Publica Estadual. Sempre a Belo Horizonte, disegnò il Colegio Estadual Central, un altro esempio di giusto compromesso tra funzionalità ed estetismo.
Durante questo periodo, Niemeyer si dedicò alla progettazione di molti edifici residenziali, come: la casa per il fine settimana di suo padre; la residenza Prudente de Morais Neto a Rio de Janeiro, basata sul progetto della casa di Kubitchek nella Pampulha; una casa per Gustavo Capanema; la residenza Leonel Miranda, caratterizzata da due rampe a spirale che portavano al primo piano, costruito con pilastri obliqui e tetto a farfalla.
Tutti i progetti portavano la stessa facciata inclinata della Residencia Tremaine, una scelta che permetteva una buona illuminazione.
Sempre nel 1954, progettò la famosa casa Cavanelas, con il suo tetto in metallo che imitava una tenda e che, con il contributo di Burle Marx, era perfettamente adattata all’ambiente di montagna circostante.

Edificio Copan - Oscar Niemeyer, San Paolo

Colegio Estadual Central - Oscar Niemeyer

La sua opera prima residenziale, tuttavia, è considerata la residenza che progettò per se nel 1953. La Casa das Canoas era posizionata su un terreno in pendenza con una vista sul mare ed era sviluppata su due piani: il primo piano era un padiglione trasparente con una copertura a forma libera tenuta da colonne metalliche. Le stanze, invece, erano localizzate a pianoterra, uno spazio organizzato in maniera più tradizionale. Il progetto approfittava dell’inclinazione del terreno senza deturpare il paesaggio. Sebbene la casa fosse ben integrata nella natura, non fu estranea a critiche.
Nel 1955, fondò la Revista Modulo a Rio de Janeiro, una delle più importanti riviste di architettura, urbanismo, arte e cultura degli anni ‘50, nonchè il mezzo per diffondere la propria opera. La stampa venne proibita nel 1965, in pieno regime dittatoriale e ritornò solo dieci anni dopo.
Nel 1956, uscì il secondo libro dedicato all’architetto, si chiamava Oscar Niemeyer: Works in Progress e portava la stessa firma del primo.

Casa das Canoas - Oscar Niemeyer

Critiche all’opera di Niemeyer

Nel 1953, l’architettura moderna brasiliana che era stata enormemente elogiata sin dall’esposizione Brazil Builds, iniziò ad essere criticata internazionalmente, principalmente dai razionalisti.
Max Bill, architetto e designer svizzero, contestò l’opera di Niemeyer per l’uso di forme libere prevalentemente decorative e per il carattere individualista, tale da rischiare di cadere in un accademismo socialmente pericoloso.
La prima reazione di Niemeyer alla critica di Bill fu quella di ignorarlo ma, successivamente, rispose affermando che Bill non fosse in grado di cogliere le differenze tra le diverse realtà socioeconomiche brasiliane ed europee.
Lucio Costa sottolineò come la tecnica brasiliana fosse basata su un lavoro “non qualificato” ma che sviluppò un’architettura che esprimeva “una tradizione di costruttori di chiesa (brasiliani) al contrario di montatori di orologi (svizzeri)”.
Le critiche di Bill, tuttavia, furono fraintese: il professionista si riferiva a quella produzione artistica mediocre che utilizzava il vocabolario di Niemeyer in maniera antimoderna. Oscar stesso, più volte, ammise di aver talvolta accettato lavori eseguendoli di fretta, confidante nella sua abilità e capacità di improvvisare. L’Edificio California di San Paolo ne era un esempio: ignorato dal suo creatore, disponeva di pilastri a V che funzionavano bene in edifici isolati, creando un miglior modo di sfruttare lo spazio, diversamente da come Corbusier fece a Marsiglia. Il suo uso in un tipico terreno urbano, tuttavia, fu una decisione che compromise la logica strutturale dell’edificio  e che richiese una miriade di sistemi di sostegno.
Nel 1957, la progettazione dell’Interbau di Berlino diede la possibilità a Niemeyer non solo di far conoscere la propria opera in Germania, ma anche di girare l’Europa.
Il contatto con gli edifici del vecchio mondo ebbe un impatto importante su Niemeyer, il quale considerava l’architettura dipendente dalle qualità estetiche.
Tale esperienza di viaggio, unita alla critica internazionale, portò Oscar ad un processo di revisione del suo lavoro del quale ne parlò in un testo intitolato Depoimento e pubblicato dalla sua rivista Modulo.
L’architetto carioca, allora, tentò una semplificazione nell’architettura, scartando elementi multipli secondari come brises-soleil, pilastri sculturali e verande. A partire d’allora, i suoi disegni espressero volumi puri, dando prevalenza all’impatto estetico.
Nel 1955, a 48 anni, Niemeyer progettò il Museu de Arte Moderna de Caracas. Tale struttura fu la materializzazione della sua revisione critica: posizionando sull’apice di un dirupo con vista verso il centro di Caracas, il museo aveva una forma di piramide capovolta che dominava il paesaggio. L’edificio, prismatico e opaco, quasi non possedeva aperture sulle pareti, l’unico ingresso di luce, infatti, era garantito dal tetto di vetro che,  con un sistema elettronico, avrebbe mantenuto l’illuminazione inalterata, modulando luce solare e artificiale. L’interno del museo, invece, presentava la linea identificativa di Niemeyer: rampe che legavano diversi livelli e il mezzanino; un massetto a forma libera che aveva la funzione di supporto per i tiranti a sostegno della struttura piramidale. 
La purezza della forma e la semplicità architettonica avrebbe raggiunto l’apice nel suo lavoro a Brasilia, dove le qualità plastiche degli edifici portavano espressioni appena accennate di elementi strutturali.

Museu de Arte Moderna de Caracas - Oscar Niemeyer

Niemeyer e Brasilia

Nel 1957, Oscar Niemeyer bandì un concorso per il Plano Piloto de Brasilia, la nuova capitale. Il progetto vincente venne presentato da Lucio Costa, suo amico e ex datore di lavoro. Niemeyer, scelto dall’allora presidente Juscelino, era il responsabile dei progetti, mentre Costa avrebbe sviluppato il piano urbanistico della città.
Brasilia, è bene precisarlo, rappresentava una grande sfida: la città, infatti, venne costruita in un mandato e Niemeyer dovette progettare una serie di edifici in pochi mesi. Tra quelli che guadagnarono maggior fama, c’era il Palacio da Alvorada (residenza del presidente), l’Edificio do Congresso Nacional (camera dei deputati e dei senatori), la Catedral de Brasilia, i ministeri, il Palacio do Planalto (la sede del governo) oltre ad edifici residenziali e commerciali.
La determinazione di Kubitchek fu fondamentale per la costruzione di Brasilia, ossia un programma di sviluppo del centro spopolato del Brasile.
Il progetto di Lucio Costa, inoltre, poneva in pratica i concetti modernisti della città: circolazione veicolare al centro delle attenzioni, dislocamento della città, blocchi di edifici distanti tra loro e circondati da grandi aree verdi.
Brasilia, ancora, possedeva delle direttrici ispirate dai progetti di Le Corbusier degli anni ‘20, in particolare, data la scala monumentale degli edifici governativi, dalla città di Chandigarh. La Brasilia di Lucio Costa presentava anche dei concetti urbanistici simili a quelli dello studioso Hilberseimer.
La nuova città portava avanti i principi ispiratori della Carta di Atene, ossia la riunione di tutte le abitazioni in un’area comune: vennero costruiti, allora, una serie di edifici adibiti a residenza per dipendenti del Parlamento e per i Parlamentari, una scelta che molto spesso venne erroneamente attribuita alle posizioni politiche di Niemeyer.
La costruzione di Brasilia, tuttavia, fu molto controversa: i preconcetti verso l’urbanismo modernista causarono critiche ancor prima dell’inizio stesso dei lavori, i più non ammettevano la scala monumentale e la priorità data all’automobile.
Il centro, poi, crebbe in un modo non previsto, pertanto vennero progettate  delle città satellite.
Nel mese di maggio del 1958, venne inaugurato il primo edificio religioso, la Igreijinha Nossa Senhora de Fatima. Costruita in 100 giorni, era un chiaro esempio di come Niemeyer manipolasse la piccola scala umana. L’interno ospitava le opere di Alfredo Volpi.
Igrejinha Nossa Senhora de Fátima - Oscar Niemeyer, Brasilia

Il Palacio da Alvorada, inaugurato nel mese di giugno del 1958, fu il primo edificio pubblico aperto a Brasilia. Tale opera introdusse una forma di pilastro inedita e molto bella, a tal punto da esser presente sullo stemma del Distretto Federale.
Palacio da Alvorada - Oscar Niemeyer, Brasilia

Il Palacio do Planalto fu inaugurato quando Brasilia diventò capitale, precisamente il 21 aprile del 1960. Durante la costruzione dell’edificio, la sede del Governo fu ospitata dal Catetinho, una struttura in legno. Il Palacio si trova nella Praça dos Tres Poderes, dove sono ubicati anche il Supremo Tribunal Federal e il Congresso Nacional.

Palacio do Planalto - Oscar Niemeyer, Brasilia

La Catedral Metropolitana, invece è famosa per la sua architettura singolare e per essere una delle opere più espressive di Brasilia. L’ingresso avviene tramite un sottopassaggio, volutamente oscuro e mal illuminato, che contrasta con l’interno caratterizzato da un’intensa illuminazione.

Catedral Metropolitana, ingresso - Oscar Niemeyer, Brasilia

Catedral Metropolitana, interno - Oscar Niemeyer, Brasilia

L’edificio del Congresso Nacional de Brasilia, inaugurato nel 1960, si trova al centro dell’Eixo Monumental, il corso principale di Brasilia. La struttura si affaccia su uno specchio d’acqua circondato da un grande prato mentre alle spalle dell’edificio è ammirabile la Praça dos Tres Poderes. Il  Congresso Nacional, una delle strutture più importanti del Brasile, è formato da due semisfere adagiate sulla Camera dei Deputati e sul Senato. Tra le semisfere ci sono due blocchi di uffici.

Congresso Nacional - Oscar Niemeyer, Brasilia

Esilio e lavoro all’estero

Nel 1964, Oscar si recò in Israele per lavoro e, al suo ritorno, trovò un Brasile completamente diverso. A marzo, il presidente Joao Goulart assunse la carica dopo che l’eletto Janio Quadros vi rinunciò. Jango venne deposto con un colpo di stato dai militari, i quali assunsero il controllo del paese e instaurarono un regime di dittatura lungo 21 anni.
Durante tale periodo, Niemeyer, data la fede comunista, soffrì molte ingiustizie: la rivista Modulo venne sospesa e la sua sede parzialmente distrutta, lo studio di Niemeyer venne saccheggiato, i suoi progetti vennero rifiutati da tutti.
Nel 1965, 223 professori, tra i quali Oscar, si licenziarono dall’Università di Brasilia per protesta contro la politica didattica favorevole al regime. Lo stesso anno, si recò in Francia per un’esposizione al Louvre dedicata alla sua opera.
Nel 1966, impossibilitato a lavorare in Brasile, si trasferì a Parigi, dove inaugurò una nuova fase di vita e opera. Aprì un ufficio negli Champs-Élysées ed ebbe clienti provenienti da varie parti del mondo, specialmente dall’Algeria, dove progettò l’Università di Constantina e, nel 1970, la moschea di Algeri. Per la Francia progettò la sede del Partito Comunista Francese, la Bolsa di Lavoro di Bobiguy, il Centro Culturale Le Havre, mentre in Italia, si dedicò alla Casa Editrice Mondadori. Tale ultimo edificio fu chiesto da Arnoldo Mondadori in persona, il quale rimase affascinato dal Palacio do Itamaraty durante una visita a Brasilia. Nello specifico, Arnoldo affermò di volere dei pilastri simili per il suo edificio. Niemeyer, allora, accontentò l’editore utilizzando, però, degli archi di dimensioni differenti a seconda dei singoli vani. 
Nel 1975, sempre in Italia, progettò la sede della Fata Engineering, mentre la Mondadori, lo stesso anno, pubblicò un libro con parte dei suoi progetti.

Palazzo Mondadori - Oscar Niemeyer, Milano

Fata Engineering - Osca Niemeyer, Italia

Nel 1979, ricevette il titolo francese di Ufficiale dell’Ordine della Legione d’Onore, mentre, presso il Centro Georges Pompidou di Parigi, venne realizzata un’esposizione sulla sua opera. Tale mostra venne ospitata anche dal Palazzo Grassi di Venezia e dalla Basilica de Saint Croce a Firenze.

Ultimo periodo

Data la preferenza per il cemento armato con il conseguente sviluppo delle innumerevoli possibilità fornite dalla sua plasticità, fu necessaria la collaborazione di validi ingegneri, quali Joaquim Cardozo e José Carlos Sussekind. Il primo fu responsabile del calcolo della maggior parte delle opere di Brasilia, mentre il secondo si occupò del periodo dagli anni ‘70 fino all’attualità.
Agli inizi degli anni ‘80, Niemeyer riuscì a ritornare in Brasile, grazie alla politica favorevole al rientro degli esiliati durante il governo di Joao Figueredo.
Per l’occasione, l’antropologo Darcy Ribeiro, amico di Niemeyer e vice di Leonel Brizola, ex esiliato e governatore di Rio de Janeiro, inaugurò una serie di progetti educazionali e culturali che richiesero anche l’intervento di Oscar. L’architetto, allora, in linea con le direttive di Ribeiro, progettò il CIEPs e il Sambodromo di Rio de Janeiro
Risalivano, ancora, agli anni ‘80, il Memorial JK; l’ Edifício Manchete; la sede del Grupo Bloch (1983); l’Arena de Rodeios e il Parque do Peão "Mussa Calil Neto", nella città di Barretos; il Panteão da Pátria a Brasília (1985) e il Memorial da América Latina (1987) a  São Paulo.

Memorial de America Latina - Oscar Nimeyer, San Paolo

Sambodromo di Rio de Janeiro - Oscar Niemeyer

Tra giugno e luglio del 1983, nel Museu de Arte Moderna di Rio De Janeiro, venne organizzata un’esposizione dedicata a tutta la sua opera, mentre nella Sala delle Esposizioni dell’Organizzazione della Nazioni Unite a New York, venne allestita la mostra From Aleijadinho to Niemeyer.
Nel 1988, venne istituita la Fundaçao Oscar Niemeyer, al fine di preservare il suo archivio di circa 500 lavori.
Tre anni dopo, a 84 anni, Oscar partorì il MAC Niteroi. Considerata una delle sue maggiori opere, il progetto si integrava perfettamente con il panorama della Baia de Guanabara, della spiaggia di Icarai e con il rilievo di Rio de Janeiro. Il terreno adibito alla costruzione venne scelto da Niemeyer stesso.

  MAC Niteroi - Oscar Niemeyer, Rio de Janeiro

Il 22 novembre del 2002, venne inaugurato il Museu Oscar Niemeyer a Curitiba. Data la sua forma insolita, la struttura è chiamata Museu de Olho oppure Olho do Niemeyer. Il museo, inoltre, ospita diverse esposizioni divise per anni e attrae migliaia di turisti dal Brasile e dall’estero.

Museu Oscar Niemeyer - Oscar Niemeyer, Curitiba

Un anno dopo, l’architetto carioca venne scelto per progettare il suo primo edificio in Gran Bretagna, un padiglione provvisorio nella Serpentine Gallery. A prescindere dalla sua preferenza per il cemento armato, Niemeyer optò per l’acciaio, soluzione dettata dal carattere temporaneo dell’opera.
Nel 2002, dopo circa 50 anni,  venne conclusa la 12° versione del progetto dell’Auditorio Ibirapuera, la costruzione, però, fu ultimata solo nel 2005.

Auditorio Ibirapuera - Oscar Niemeyer, San Paolo

Il 15 dicembre del 2006, con quasi 50 anni di ritardi, venne inaugurato il Museu Nacional Honestino Guimarães e la Biblioteca Nacional Leonel de Moura Brizola. I due edifici facevano parte del Complexo Cultural da Republica della Esplanada dos Ministerios di Brasilia, il maggior polo culturale di tutto il Brasile. Il complesso, un’area di 91,8 mila metri quadrati che costò circa 110 milioni di reais, venne inaugurato il occasione del 99° compleanno di Oscar Niemeyer.
A Rio de Janeiro, invece, l’architetto progettò il Caminho Niemeyer, una serie di costruzioni che possono essere ammirate in un tragitto che parte dal centro della città e arriva alla zona Sul. Lungo il percorso sono presenti: il Museu de Arte Contemporanea, la stazione marittima di Charitas, il Teatro Popular de Niteroi, il Memorial Roberto Silveira, la sede della Fundaçao Oscar Niemeyer e la Praça JK. Al progetto iniziale sono state aggiunte: una torre panoramica, una nuova stazione di barche, un centro di conferenze e, ancora in costruzione, il Museu do Cinema Brasileiro.

Complexo Cultural da Republica - Oscar Niemeyer, Brasilia

Caminho Niemeyer - Oscar Niemeyer, Rio de Janeiro


Nel 2007, Niemeyer compì 100 anni perfettamente lucido ed attivo professionalmente. Il 12 dicembre dello stesso anno, l’architetto ricevette la più alta onorificenza francese per la sua opera, il titolo di Commendatore dell’Ordine Nazionale della Legione d’Onore.
Vladimir Putin, Presidente della Russia, gli conferì la carica onorifica Ordine dell’Amicizia il 14 dicembre.
Sempre nel 2007, in Spagna, Oscar iniziò a costruire il Centro Niemeyer in Avilés. Il  polo culturale venne progettato come ringraziamento per il titolo onorifico ricevuto nel 1989 dalla Fundaçao Principe das Asturias. Il centro, inaugurato nella primavera del 2011, era formato da cinque pezzi separati ma complementari: piazza, auditorium, cupola, torre e un edificio polivalente.

Centro Niemeyer - Oscar Niemeyer, Avilés

Nel mese di giugno del 2008, vennero inaugurati la Estação Cabo Branco e il Parque da Cidade Dom Nivaldo Monte, rispettivamente a Joao Pessoa e a Natal.
L’Estaçao, localizzata nella Ponta do Seixas (un punto turistico della capitale paraibana ritenuto l’estremo oriente delle Americhe), dispone di una torre a forma ottagonale larga 43 metri e appoggiata su un cilindro di 15 metri di diametro. L’Estaçao Cabo Branco occupa un’area di 8’571 m2.

Estação Cabo Branco - Oscar Niemeyer, Joao Pessoa

Il Parque da Cidade Dom Nivaldo Monte, invece, è localizzato in una grande area verde di 64 ettari. E’ formato da una torre di 60 metri dalla quale è possibile osservare tutta la città.

Parque da Cidade Dom Nivaldo Monte - Oscar Niemeyer, Natal

Niemeyer, più tardi, venne contattato per progettare il nuovo centro amministrativo del governo di Minas Gerais. Tale complesso doveva essere edificato tra la capitale mineira e l’Aeroporto Internacional Tancredo Neves. Oscar presentò uno tra i progetti più particolari della sua carriera: un blocco di quasi 150 metri tenuto sospeso tramite dei cavi d’acciaio agganciati ad una struttura in cemento armato. L’opera, realizzata durante il mandato di Aecio Neves, venne inaugurata il 4 marzo del 2010.
Il complesso contava anche due palazzi identici di 15 piani a forma di curva. Tali strutture, chiamate Minas e Gerais, erano destinate alle segreterie. Il centro amministrativo aveva anche un’area pensata per lo svago, si trattava di una costruzione a forma di semicerchio che ospitava negozi, ristoranti e l’auditorium JK con 490 posti a sedere.

Centro Amministrativo Governo Minas Gerais - Oscar Niemeyer

Centro Amministrativo Governo Minas Gerais - Oscar Niemeyer

Un anno prima dell’ultimazione del centro amministrativo, in Italia, a Ravello venne inaugurato l’Auditorium Oscar Niemeyer.

Auditorium Oscar Niemeyer - Oscar Niemeyer, Ravello 
Il professionista carioca fu un appassionato ed instancabile lavoratore, riuscì a disegnare sino a pochi istanti prima della sua morte, avvenuta il 5 dicembre del 2012 a ben 104 anni d’età

Critica

L’opera di Oscar Niemeyer fu sempre accompagnata da grandi critiche. I più bollavano l’architettura del professionista come eccessivamente focalizzata sul carattere individualista.  Secondo l’orientamento dell’epoca, l’architettura doveva essere arte in sè pronta a riscattare il suo ruolo sociale, senza dimenticare la funzionalità e l’economia delle costruzioni.
I primi lavori di Niemeyer rispondevano a tali logiche, ma, pian piano egli si dissociò
sino a creare delle forme architettoniche scultore che derogavano la funzionalità.
Nicolai Ouroussoff criticò l’architetto per il suo progetto  del Museu Nacional
: a suo avviso, la struttura pesante non solo cozzava con la delicatezza caratteristica della sua opera anteriore, ma era anche sfornita di uno spazio per l’export arte.
Altro aspetto che generò aspre critiche fu il costo eccessivo per la nazione: ben 7 milioni di reais per il progetto della nuova sede del Tribunal Superior Eleitoral di Brasilia, oltre ai 33, 5 milioni di reais del governo federale percepiti tra il 1996 e il 2008 solo per aver disegnato alcune opere a Brasilia. 
Alcuni critici, ancora, notarono delle discrepanze tra l’architettura di Niemeyer e le sue convinzioni politiche. Esempi ne erano Pampulha e Brasilia, la prima un classico centro borghese, la seconda una città con palazzi mastodontici. Oscar, tuttavia, è bene precisarlo, non credeva nella funzione sociale dell’architettura, non credeva nel potere architettonico potenzialmente in grado di cambiare una società ingiusta. A suo avviso, una semplificazione eccessiva e finalizzata avrebbe posto dei limiti inaccettabili alla tecnologia costruttiva.

Vita personale

Niemeyer si sposò con Annita Baldo nel 1928, dal matrimonio nacque la sua unica figlia Anna Maria Niemeyer che, nel 1930, diede all’architetto cinque nipoti, tre bisnipoti e quattro trisnipoti. Anna Maria morì il 6 giugno del 2012 a 82 anni.
Oscar, vedovo sin dal 2005, si sposò nel mese di novembre del 2006 con Vera Lucia Cabreira, la sua segretaria sessantenne.
Famiglia Niemeyer

Sino al 23 settembre del 2009, quando venne ricoverato per due interventi chirurgici (asportazione di vescica e di un tumore al colon), l’architetto si recava presso il suo studio di Copacabana, dove si dedicava alla progettazione del Caminho Oscar Niemeyer di Niteroi.
Il 25 aprile del 2010, fu nuovamente ricoverato per un’infezione urinaria e l’evento per i 50 anni di Brasilia (dove era ospite d’onore) fu cancellato.
Il 5 dicembre del 2012, alle 21 e 55, Oscar morì a Rio de Janeiro a causa di un’infezione respiratoria. L’architetto era ricoverato dal 2 novembre presso l’Hospital Samaritano di Botafogo, nella Zona Sul della citta.
Il suo corpo giace nel Cemiterio de Sao Joao Batista di Rio de Janeiro.

Convincimenti politici e religiosi

La lotta politica era una delle questioni che sempre marcarono la vita e parte dell’opera di Oscar Niemeyer, il quale abbracciava con orgoglio la corrente comunista.
Nel 1945, molti militari comunisti arrestati sotto la dittatura di Vargas furono liberati, Niemeyer, allora, decise di offrire la propria ospitalità a uno di loro. L’esperienza gli permise di conoscere Luis Carlos Prestes, una delle figure più importanti della sinistra in Brasile.
Dopo alcune settimane, l’architetto decise di cedere la propria abitazione a Prestes e ai suoi compagni che fondarono il Partido Comunista Brasilerio.
Niemeyer entrò nel partito nel 1945 e diventò presidente nel 1992. Oscar era un ragazzino all’epoca della Rivoluzione Russa del 1917 e, durante la Seconda Guerra Mondiale, diventò un giovane idealista. Nel periodo della dittatura militare in Brasile, invece, il suo studio fu invaso e allora decise di rifugiarsi in Europa.
Il ministro dell’Aeronautica dell’epoca, riferendosi a lui, avrebbe affermato che il posto per un architetto comunista fosse Mosca.
Nel 1963, ricevette il Premio Lenin della Pace, visitò l’Unione Sovietica ed ebbe incontri con diversi leader socialisti, occasione che gli permise di stringere diverse amicizie. Nel 2007, raffigurò Fidel Castro con una scultura di carattere antiamericano: una creatura mostruosa che minacciava un uomo che si difendeva impugnando esclusivamente una bandiera di Cuba. Niemeyer era un grande amico di Fidel, il quale, spesso, visitava il suo studio.
Oscar spesso diceva: “La nostra preoccupazione è anche politica – per cambiare il mondo…L’architettura è il mio lavoro, e ho passato la mia vita intera sul mio tecnigrafo, ma la vita è più importante dell’architettura, ciò che importa è il miglioramento dell’essere umano”.
Niemeyer, ancora, fu ateo per la maggior parte della sua vita, basando la sua opinione tanto sull’ingiustizia di questo mondo che sui principi del cosmo: “E’ un universo fantastico che ci umilia, e noi non possiamo sfruttarlo, ma restiamo meravigliati per il potere della mente umana…. alla fine è questo, nasci, muori, è questo!”. Tali punti di vista, tuttavia, mai gli impedirono di progettare edifici religiosi, da piccole cappelle fino a cattedrali, moschee e chiese ortodosse.  Oscar dava grande importanza al credo spirituale del pubblico che frequentava i suoi edifici religiosi: nella Catedral de Brasilia, in particolare, le grandi aperture in vetro avevano il ruolo di “collegare le persone con il cielo, dove i credenti ritengono esserci il Paradiso e Dio”

Design

Niemeyer si era anche dedicato al disegno di mobili durante gli anni ‘70, introducendo le curve che già applicava al cemento. Progettò, insieme a sua figlia Anna Maria, la mobilia del Palacio da Alvorada e della sede del Partito Comunista Francese. I mobili di Niemeyer furono esposti in diversi musei brasiliani e presso saloni di fiere internazionali.

Sedia disegnata da Oscar Niemeyer

L’uso delle curve fu il carattere dominante di tutte le opere di Oscar Niemeyer, al riguardo, egli scrisse nelle sue memorie:

Non è l’angolo retto che mi attrae, nè la linea retta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Ciò che mi attrae è la curva libera e sensuale, la curva che trovo sulle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde del mare, nel corpo di una donna preferita. Di curve è fatto tutto l’universo, l’universo curvo di Einstein.

Opera

Scultura:

  • Monumento a Carlos Fonseca Amador, Nicarágua, 1982
  • Monumento "Tortura Nunca Mais", Rio de Janeiro, 1986
  • Monumento "Nove de Novembro" (dedicato ai tre operai assassinati durante lo sciopero di novembre del 1988),Volta Redonda, 1988
  • Escultura Mão, nellaa Praça Cívica do Memorial da América Latina , 1989
  • Memorial da Ilha de Gorée, Largo de Dakar, Senegal, 1991
  • Marco à Coluna Prestes, Santo Ângelo, 1995
  • Esculturas "Forma no Espaço II", "Mulher I", "Violêcia", "Retirantes" e "Forma no Espaço I"
  • Monumento "Sem Terra do Paraná", 2001 eretto dove fu ucciso il leader del moviemento Sem Terra Antônio Tavares Pereira.
  • Escultura "Uma Mulher, uma Flor, Solidariedade", Parque Bercy, Paris, 2007
  • Escultura para Cuba, Havana, 2007
  • Troféu GP Brasil de Fórmula Um 2009 e 2010.
Letteratura
  • Quase memórias: viagens, tempos de entusiasmo e revolta - 1968
  • Minha experiência em Brasília, 1961, editato anche in França, Cuba e Russia
  • A forma na arquitetura - 1980
  • Rio: de Província a Metrópole - 1980
  • Como se faz arquitetura - 1986
  • Trecho de Nuvens - 1989
  • Conversa de arquiteto - 1994
  • As curvas do tempo - Memórias - 1998
  • Meu sósia e eu - 1999
  • As curvas do tempo - 2000
  • Minha arquitetura Editora Revan, Rio de Janeiro, 2000
  • Conversa de amigos - Correspondência entre Oscar Niemeyer e José Carlos Sussekind, com José Carlos Sussekind, 2002
  • Minha arquitetura - 1937-2004, Editora Revan, Rio de Janeiro, 2004
  • Sem rodeios - 2006, contos. Editora Revan, Rio de Janeiro, 2006

Premi

  • 1963 - Prêmio Lênin della Pace, Governo dell’URSS
  • 1963 – Membro Onorario dell’Istituto Americano di Architetti
  • 1964 – Membro onorario dell’Accademia Americana di Arti e Lettere e dell’Istituto Nazionale di Arti e Lettere
  • 1975 - Commendador da Ordem do Infante D. Henrique de Portugal
  • 1988 - Premio Pritzker di Architettura degli USA
  • 1989 – Dottore Honoris Causa dell’Universidade de Brasília
  • 1989 - Prémio Príncipe das Astúrias das Artes Espanha
  • 1989 - Medalha Chico Mendes de Resistência.
  • 1990 - Cavaliere Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno, Vaticano
  • 1994 - Grã-Cruz da Ordem Militar de Sant'Iago da Espada de Portugal
  • 1995 - Título de Doutor Honoris Causa da Universidade de São Paulo
  • 1995 - Título de Doutor Honoris Causa da Universidade Federal de Minas Gerais
  • 1996 – Premio Leone d’Oro della Biennale di Venezia, VI Mostra Internazionale d’Architettura
  • 1998 - Royal Gold Medal do Royal Institute of British Architects
  • 2001 – Medaglia dell’Ordine della Solidarietà del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba
  • 2001 - Medalha do Mérito Darcy Ribeiro do Conselho Estadual de Educação do Estado do Rio de Janeiro
  • 2001 - Premio UNESCO 2001, nella categoria Cultura
  • 2001 – Titolo di Grande Ufficiale di Ordine di Merito Docente e Cultural Gabriela Mistral, del Ministero dell’Educazione del Cile
  • 2001 - Título de Arquiteto do Século XX, do Conselho Superior do Instituto de Arquitetos do Brasil
  • 2004 - Praemium Imperiale, Japan Art Association
  • 2005 - Patrono da Arquitetura Brasileira, declarado pela Lei nº 11.117, de 18 de maio de 2005
  • 2007 - Medalha Ordem do Mérito Cultural, Brasil
  • 2007 – Medaglia e Titolo di Commendatore dell’Ordine Nazionale della Legione d’Onore, Governo francese
  • 2007 – Medaglia dell’Ordine dell’Amicizia, governo russo
  • 2007 - Medalha Oscar Niemeyer do Partido Comunista Marxista-Leninista
  • 2008 - Premio ALBA delle Arti, Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua
  • 2009 - Orden de las Artes y las Letras de España
  • 2009 - Título de Doutor Honoris Causa da Universidade Técnica de Lisboa
  • 2009 - XXXIII Encontro Nacional de Estudantes de Arquitetura e Urbanismo.

Fonti:

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