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Claudio Manuel da Costa, il poeta che inaugurò l'Arcadismo

Claudio Manuel da Costa, figlio di Joao Gonçalves da Costa, portoghese e Teresa Ribeira de Alvarenga, di Minas Gerais, nacque nell'attuale città di Mariana in Minas Gerais.
Nel 1749, a 20 anni, s'imbarcò per il Portogallo, immatricolandosi all' Universidade de Coimbra dove ottenne il Bacharelato (un grado accademico per meriti).
Tra il 1753 e il 1754, ritornò in Brasile, dedicandosi all'avvocatura a Vila Rica (attuale Ouro Preto). Giurista colto e rinomato dell'epoca, ricoprì il ruolo di procuratore della Corona, desembargador (giudice addetto a rimuovere gli ostacoli che impedivano che le richieste arrivassero al re) e, per due volte, quello di segretario del governo. Su incarico della Camara de Ouro Preto elaborò la carta topografica di Vila Rica nel 1758.
Per la sua età, la buona formazione classica, la fama di dottore e credito di autore pubblicato, divenne una specie di professore nella propria confraternita. Quasi tutti lessero le sue opere e seguirono i suoi consigli. Diventò, così, una delle maggiori figure di Capitania.
A sessant'anni prese parte della Conjuraçao Mineira, un movimento contro il Portogallo e la sottomissione del Brasile ad esso.
Fermato e, secondo alcuni, spaventato dall'accusa di tradimento, morì per circostanze oscure , a Vila Rica, il 4 luglio del 1789.
I registri della traiettoria della vita di Claudio, rivelano una buona carriera nel campo della politica e della letteraratura nonché in campo professionale. Fu segretario di governo, poeta apprezzato fino in Portogallo e avvocato. Il suo libro Obras del 1768 è considerato l'inizio dell' Arcadismo in Brasile. Accumulò una grande fortuna. Casa sua a Vila Rica era una delle migiori della capitale, solida costruzione che è ancora lì.
La residenza del poeta

La fama di Claudio Manuel da Costa, tuttavia, non ebbe la stessa sorte. Ancora oggi Claudio è dipinto come un miserabile codardo che tradì gli amici e si suicidò in prigione.
Altri addirittura negano che partecipò alla cospirazione miniera, dipingendolo come un semplice spettatore privilegiado, amico di Tomas Antonio Gonzaga e Alvarenga Peixoto, assidui frequentatori degli incontri culturali che promuoveva.
I classici della storiografia sulla Conjuraçao Miniera sono unanimi nell'ingigantire la sua partecipazione al movimento. Da mezzo scettico divenne quasi un militare della cospirazione. Sicuramente Claudio influenzò il lato più istruito del movimento, specialmente riguardo al progetto dell'istituzione di un apparato giuridico per quella che doveva essere la repubblica che volevano istituire a Minas alla fine del XVIII sec.
Il giudice Josè Pedro Machado Coelho Torre, nel 1789 a Minas, del poeta disse:
Il Dr. Claudio Manuel da Costa era il soggetto presso la casa del quale si discusse circa alcune cose relative alla ribellione, una delle quali fu rispetto alla bandiera e ad alcune decisioni sul modo di governare la Repubblica: il socio vicario da vila de S. Josè è chi dichiara nelle domande formalmente [...]

Il punto più critico nella biografia del poeta è il sospetto di suicidio. La sua morte è circondata da dettagli oscuri. Da più di duecento anni il discorso suscita dibattiti di peso a favore e contro la tesi del suicidio.
I sostenitori della testi del suicidio, si basano sul dato che Claudio era profondamente depresso prima di morire. Ciò è riportato in una testimonianza del poeta registrata presso la Devassa. Altro punto a favore riguarda il padre confessore del poeta che avrebbe confermato lo stato depressivo a un frate che lo avrebbe annotato in un registro. I sostenitori della tesi che Claudio sia stato assassinato, contestano tanto l'autenticità degli atti presso la Devassa, quanto l'onesta del registro del frate.
I sostenitori della tesi dell'assassinino si basano su un argomento che tiene conto delle circostanze di fatto. Dopo un'appurata analisi di tutti i singoli tasselli della vicenda, contestano che il poeta sia riuscito a suicidarsi.
Lo storico Ivo Porto de Menezes racconta che, mentre ordinava antichi documenti relativi alla Igreja Matriz de Nossa Senhora do Pilar de Ouro Preto nel  1957, s'imbatté nel registro degli integranti della fratellanza di Sao Miguel e Almas, con l'annotazione, circa Claudio Manuel da Costa, "suffragata con 30 messe" l'anima del defunto. Gli stessi toni si trovano  presso la fratellanza di Santo Antonio: "morto in giugno del 1789. E fatti i suffragi"
Questo è un altro dato contro la tesi del suicidio, in quanto, la chiesa dell'epoca proibiva le funzioni religiose per i suicidi.
Anche Jarbas Sertorio de Carvalho, in un'analisi pubblicata nella Revista do Instituto Historico e Geografico de Sao Paulo, difende con buona documentazione la tesi dell'assassinio.
C'è ancora chi crede che proprio il governatore, Visconte di Barcellona, era coinvolto nella cospirazione e Claudio sia stato eliminato per aver espresso la volontà di rivelare questa scottante verità. Solo la tesi del suicidio è ampiamente dimostrata da documenti anche se coperti da forte dubbio circa l'onestà e l'autenticità degli stessi.
Concludendo, secondo un' altra analisi, Inconfidencial Miniera - As Varias faces, Julio Josè Chiavenato lancia un dato che rinforza la tesi della farsa montata del suicidio. Nel pomeriggio dello stesso giorno in cui l'avvocato fu arrestato, vennero assassinati anche sua figlia, il genero, altri familiari e alcuni schiavi; tutti i suoi beni vennero rubati. Il Visconte di Barbacena informò Lisbona della morte di Claudio Manuel da Costa il 15 luglio, 12 giorni dopo l'accaduto. L'11 luglio, le autorità locali diedero comunicazione a Lisbona dell'interrogatorio di Claudio, senza nemmeno citare la morte del poeta. Se la morte di Tiradentes non avrebbe causato problemi a Lisbona, quella di Claudio e della sua famiglia avrebbe potuto causarli, di lì la necessità della montatura della farsa.

Opera:


POESIA:

  • Culto Métrico, 1749.
  • Munúsculo Métrico,1751.
  • Epicédio, 1753.
  • Obras, 1768.
  • O Parnaso Obsequioso, 1768
  • Vila Rica, 1773.
  • Poesias Manuscritas, 1779.


Traduzioni in italiano:




Item Reviewed: Claudio Manuel da Costa, il poeta che inaugurò l'Arcadismo Rating: 5 Reviewed By: Gianluigi D'Agostino